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Bambino autistico deriso e insultato dalle maestre su una chat WhatsApp: «Lo chiamavano miracolato»

«Domani ce tocca», «Magari torna miracolato», «Ma lui è tornato? Così mi preparo all’evento», questi sono alcuni dei messaggi che le maestre si scambiavano su WhatsApp

Un bimbo di appena 6 anni è stato prima deriso e poi offeso dalle sue maestre, sia di ruolo che di sostegno, su un gruppo WhatsApp che era stato creato ad hoc per parlar male del piccolo, come denuncia l’associazione “La battaglia di Andrea”. La sua “colpa”? Essere autistico. Le insegnanti, di un istituto di Roma, infatti, avrebbero persino esultato quando il bimbo è dovuto restare a casa poiché positivo al Covid. A far scoppiare il caso è stata un’operatrice educativa per l’autonomia che ha fatto leggere alcuni messaggi alla madre del bimbo che, a sua volta, ha avvertito l’associazione. «Mi fece leggere questi messaggi. Rimasi sconvolta e incredula. Mi sono recata subito a scuola per chiedere spiegazioni, ma l’insegnante di sostegno si è rifiutata di rispondermi», ha raccontato.


I messaggi contro il bambino

«Domani ce tocca», «Magari torna miracolato», «Ma lui è tornato? Così mi preparo all’evento». Questi alcuni dei messaggi nella chat incriminata delle maestre. E, infatti, quando hanno appreso che il bimbo era ancora positivo al secondo tampone e che, quindi, non sarebbe di certo rientrato a scuola, hanno esultato così: «La giornata comincia bene», «Mi spiace per loro ma a noi ci dice bene», hanno scritto, come riporta oggi 6 aprile Valentina Lupia su Repubblica. «Al momento non abbiamo sporto denuncia, siamo molto colpiti, ma il mio legale mi sta consigliando le diverse strade da intraprendere», dice la madre.


«La scuola chiarisca»

Per Asia Maraucci, presidente de “La Battaglia di Andrea”, si parla di fatti «gravissimi». «Siamo certi che la scuola chiarirà la situazione e che gli organi competenti faranno il proprio dovere, soprattutto per il bene del piccolo. Da parte nostra e da parte del nostro legale c’è tutta l’assistenza alla famiglia e al piccolo».

Foto in copertina di repertorio

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