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Così gli studenti russi registrano i prof che parlano contro la guerra e li denunciano

Quattro docenti nei guai: rischiano 15 anni di carcere. La caccia alle streghe si estende alle case

Gli studenti russi registrano gli sfoghi degli insegnanti contro la guerra e li mandano alla polizia. Che apre indagini penali in base alla nuova legge nazionale che vieta di fornire false informazioni sull’Operazione Speciale di Vladimir Putin in Ucraina. Il Washington Post racconta che quattro insegnanti sono finiti nei guai di recente in Russia per le denunce degli studenti. Una di questi è Irina Gen, professoressa di 55 anni, che a proposito dell’esclusione della Russia da una competizione sportiva europea aveva detto: «Finché non ci comporteremo in modo civile succederà sempre. L’Ucraina è uno stato sovrano». Nelle ultime settimane, racconta il quotidiano, è spuntato anche un elenco di traditori e nemici della patria pubblicato dal Comitato per la protezione degli interessi nazionali, un gruppo che rivendica il dovere di smascherare personaggi pubblici che sostengono le sanzioni “anti-russe”. Mentre il governo della regione di Kaliningrad ha inviato ai residenti messaggi esortandoli a denunciare “provocatori e truffatori” che vogliono sabotare “l’operazione speciale in Ucraina”. E alcuni attivisti, giornalisti e politici hanno trovato la parola “traditore” dipinta sulle porte d’ingresso delle loro case.


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