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L’Ucraina: «I russi hanno ucciso due anziani che stavano bevendo té. Li porteremo in tribunale»

Evgeny Yenin, viceministro dell’Interno, racconta i massacri di civili e accusa la Russia di crimini di guerra

Evgeny Yenin, viceministro dell’Interno dell’Ucraina, in un’intervista rilasciata oggi a Repubblica ha parlato dei crimini di guerra nel suo paese: «Più di 5.600 da febbraio: il 95% delle inchieste sono state aperte da investigatori della polizia nazionale, che dipende dal ministero degli Interni. In gran parte sono attacchi deliberati nei confronti di vittime civili. Tutti ormai conoscono i massacri di Bucha, ma stanno emergendo molte altre uccisioni deliberate di civili nei villaggi di tutto il Paese. A Borodjanka, per esempio, un paesino a nordovest di Kiev, tutta la strada principale non esiste più. Non è rimasto in piedi nulla. È difficile capire perché abbiano potuto fare una cosa del genere. In quel paese non c’era nulla, nessuna installazione militare, solo case di privati cittadini e asili, scuole, negozi…».


Secondo Yenin «a un certo punto i russi hanno cominciato a cercare di nascondere i crimini che stavano perpetrando. Troviamo corpi occultati in ogni modo. Hanno cercato di bruciarli, di farli sparire nelle fosse sottoterra». Il viceministro sostiene che queste uccisioni siano state fatte senza alcun motivo: «Per qualcuno è bastato accendersi una sigaretta per venire centrato da un colpo. Ma non ci sono solo crimini inspiegabili. Prima di andarsene i russi hanno sepolto un’infinità di mine. Ed è chiaro che sapevano dove abitassero i nostri soldati e i membri della guardia nazionale perché nelle loro case hanno minato tutto. La nostra polizia sta trovando granate e trappole ovunque, anche nelle lavatrici».


Il caso che l’ha colpito di più, dice nel colloquio con Paolo Brera, è «quello di due anziani che stavano bevendo il tè. Li hanno uccisi a sangue freddo, senza alcuna ragione. Non c’erano armi, non c’era nessuna minaccia, non c’erano militari nelle vicinanze. Ma li hanno uccisi lo stesso». In ultimo, il viceministro risponde anche sul video dei prigionieri russi: «Siamo impegnati ad accertare tutti i crimini di questa guerra, e identificheremo chi li ha commessi. Porteremo i responsabili davanti alla giustizia perché tutte le persone sono uguali di fronte alla legge, e lo faremo senza guardare alla nazionalità dei criminali e delle vittime».

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