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Gli americani lanciarono bombe al fosforo contro un corridoio umanitario in Iraq nel 1991? Non è così

La foto condivisa è quella della «autostrada della morte», venne bombardata dagli americani ma per colpire l’esercito iracheno. No, non risultano le bombe al fosforo

Le bombe al fosforo sono ordigni basati sull’elemento chimico che si trova sotto forma di fosfato in alcune rocce. Il fosforo può corrodere gli organi umani ed entrare nella pelle, ed è in grado di provocare ulcere mortali. Gli ordigni che lo utilizzano provocano effetti letali su chi si trova nei pressi dell’esplosione. Di recente, l’utilizzo di questo tipo di arma è stato denunciato dagli ucraini nella regione di Lugansk, che hanno accusato l’esercito russo di aver bombardato la città proprio con questo tipo di ordigno, causando la morte di almeno quattro persone. La denuncia non è stata ancora confermata. Nel frattempo però, sono cominciate a uscire sui social delle teorie che sostengono che anche l’aviazione americana, all’inizio degli anni Novanta, abbia usato la stessa tecnica per bersagliare l’Iraq.

Per chi ha fretta:

  • Circolano sui social alcuni post che raccontano il presunto utilizzo delle bombe al fosforo in Iraq nel 1991 da parte dell’aviazione americana
  • La fonte della notizia è un articolo di Insideover.com
  • Nel pezzo pubblicato dalla testata non c’è alcun riferimento alle bombe al fosforo: racconta unicamente della “pioggia di fuoco” che sorprese l’esercito iracheno nella tratta dal Kuwait a Bassora

Analisi

Ecco il testo di uno dei post Facebook che condividono l’immagine:

STORIA IN PILLOLE CORRIDOI UMANITARI – IRAQ, MARZO 1991.

L’ aviazione americana bombardò la testa e la coda di questo convoglio lungo 10 km per chiuderne le vie di uscita. Poi bombardò la colonna per ore con bombe al fosforo che bruciavano vive le persone. https://it.insideover.com/guerra/lautostrada-della-morte.html

Il post, così come molti altri, rilasciano come fonte un articolo, pubblicato su Insideover il 14 luglio 2016, dal titolo «L’autostrada della morte». Leggendolo, però, non si fa alcun accenno alle bombe al fosforo. Riportiamo un breve estratto dell’articolo:

Sembrava tutto procedere per come stabilito, con la guerra oramai cessata e le ostilità appianate; ma ecco che in quelle ore è intervenuto un episodio destinato a cambiare per sempre l’Iraq e, con esso, parte del medio oriente: due carovane con migliaia di uomini e mezzi dell’esercito iracheno al seguito stavano camminando lungo l’autostrada 80, che dal Kuwait conduce a Bassora, quando improvvisamente una pioggia di fuoco ha iniziato a travolgere ogni cosa ed ogni persona si muovesse in quella lingua di asfalto lungo il deserto.

Inoltre, anche il riferimento ai «corridoi umanitari» contenuto nel post si rivela impreciso: nel medesimo articolo di InsideOver, infatti, leggiamo che la strada al momento del bombardamento veniva percorsa da alcuni membri dell’esercito iracheno, che in quel momento erano «in ritirata e avevano l’ordine di cessare le ostilità ed essere inoffensivi». In quella drammatica nottata, dunque, sarebbero «morte più di mille persone che stavano di fatto semplicemente tornando a casa». La citata impossibilità di rispondere al fuoco di quei soldati non deve tuttavia confondere: i corridoi umanitari vengono realizzati per consentire il passaggio sicuro dei profughi e l’assistenza alle popolazioni. Per questi motivi, vengono create delle fasce di territorio nei paesi in guerra, dove sospendere le attività belliche: in questo caso non si può parlare di corridoi umanitari, perché a traversare l’autostrada erano esponenti militari.

Come funzionano i corridoi umanitari

Lo scorzo marzo, Mosca e Kiev hanno concordato la creazione di corridoi umanitari, e tra di essi compare anche Mariupol. L’obiettivo è creare dei tratti di passaggio per far evacuare i civili, che l’esercito avversario si impegna a non mettere a rischio. L’Istituto internazionale di diritto umanitario ricorda che lungo la tratta, che va rispettata e protetta dalle autorità competenti, possono transitare anche aiuti e assistenza. Sul rispetto della demilitarizzazione temporanea della zona, se necessario, vigilano le stesse Nazioni Unite. L’evacuazione avviene in un lasso di tempo prefissato, scaduto il quale chi non ha abbandonato la città perde automaticamente lo status di «civile» per divenire un «combattente».

Conclusioni

La fonte della notizia secondo cui l’America avrebbe fatto ricorso alle bombe al fosforo per bombardare l’Iraq è un articolo che, però, non fa alcun riferimento all’utilizzo dell’arma. Racconta unicamente l’attacco che sorprese l’esercito iracheno diretto a Bassora.

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