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Attentati di Parigi, le scuse in aula di Salah Abdeslam: «Odiatemi con moderazione»

L’attentatore durante l’udienza: «So che c’è ancora dell’odio, oggi voglio porgere le mie condoglianze e le mie scuse»

«Porgo le mie condoglianze e presento le mie scuse». Sono queste le parole pronunciate da Salah Abdeslam durante il processo in corso in Francia per gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015. Abdeslam ha parlato oggi, 15 aprile, all’udienza dopo aver rotto mercoledì scorso un silenzio durato sei anni sulla sua versione dei fatti. Dopo un interrogatorio durato ore, la versione di Abdeslam è stata giudicata «incompatibile con la verità» dal pubblico ministero. Il trentaduenne ha dichiarato con le lacrime agli occhi: «So che c’è ancora dell’odio, oggi vi chiedo di detestarmi con moderazione». L’uomo è accusato di aver scortato sul luogo gli attentatori che si sono fatti esplodere nei pressi dello Stade de France uccidendo un uomo, mentre la nazionale francese era impegnata in un’amichevole contro la Germania. Abdeslam si era poi recato al diciottesimo arrondissement intenzionato a farsi esplodere in un bar, salvo poi «cambiare idea», come ha dichiarato mercoledì. «Mi sono guardato intorno. Il posto era pieno di ragazzi giovani, molto giovani, più giovani di me. Ho deciso di di non farmi esplodere per senso di umanità, non per paura», ha detto l’uomo all’udienza. Abdeslam ha dichiarato che quella notte non era a conoscenza degli altri attacchi previsti, che hanno colpito varie zone e locali del centro di Parigi, tra cui il teatro Bataclan.


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