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Bombe su Mariupol e vicino Odessa. Fonti ucraine: «Almeno 5 morti, ripresi gli attacchi anche su Azovstal». Rinviate le evacuazioni

Ci sarebbe anche un neonato di tre mesi tra le vittime del raid russo nella regione di Odessa, secondo gli ucraini. Un «atto terroristico», secondo il ministro degli Esteri Kuleba. Rinviato intanto il corridoio umanitario da Mariuopol

È di almeno cinque morti, secondo la presidenza ucraina, il bilancio dei bombardamenti russi ripresi nel Sud dell’Ucraina. Tra le vittime ci sarebbe anche un neonato di tre mesi, secondo il capo di gabinetto della presidenza ucraina, Andriy Yermak, che ha parlato anche di 18 feriti gravi. Il Comando aereo meridionale di Kiev, citato da Ukrinform, ha spiegato che i razzi caduto nella regione di Odessa sono stati lanciati dal mar Caspio da bombardieri russi Tupolev Tu-95. Su questa zona sarebbero stati lanciati sei missili da crociera, di cui due intercettati dalle difese ucraine. Altri due invece hanno colpito infrastrutture militari, mentre alti due hanno colpito due palazzi. Secondo i militari ucraini, sono stati anche distrutti due droni russi, che dovevano servire a correggere la traiettoria dei missili. «La Russia deve essere designata come uno Stato sponsor del terrorismo e trattata di conseguenza», scrive il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, dopo il raid russo su Odessa. «L’unico scopo dei raid missilistici russi su Odessa è il terrore. Nessun affare, nessun contatto, nessun progetto culturale. Abbiamo bisogno di creare un muro tra la civiltà e i barbari che colpiscono città pacifiche con i missili».


L’offensiva russa nel Sud dell’Ucraina è ricominciata con intensità, secondo gli allarmi partiti dalla zona di Odessa e da Mariupol diffusi da fonti ucraine. I bombardamenti russi sono ripresi sull’acciaieria Azovstal, secondo quanto riferisce il consigliere della presidenza ucraina, Oleksiy Arestovych, citato da Ukrinform: «Il nemico sta cercando di sopprimere completamente la resistenza dei difensori di Mariupol nell’area di Azovstal». Poco dopo il tentativo di Kiev di riaprire un corridoio umanitario nella città portuale, i russi avrebbero «ripreso gli attacchi aerei sul territorio dello stabilimento, sulle linee di difesa delle nostre truppe e stanno tentando di effettuare operazioni di assalto».


L’evacuazione annunciata

L’evacuazione di Mariupol è stata rinviata ancora una volta, secondo il vice sindaco della città, Sergei Orlov: «I russi non hanno autorizzato lo sgombero verso i territori controllati dagli ucraini». Il tentativo di aprire un nuovo corridoio umanitario era stato annunciato questa mattina, 23 aprile, dalla vicepremier ucraina, Irina Vereshchuk, che aveva fissato l’inizio delle evacuazioni dei civili alle 11, ora italiana. Vereshchuk aveva anche avvertito la popolazione ucraina di un possibile corridoio parallelo diretto in territorio russo. In mattinata si era anche parlato di un passaggio protetto per i civili verso il porto.

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