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La presidente slovacca: «Se Putin vince in Ucraina nessuno è al sicuro: pronti a schierare al confine le truppe Nato»

Zuzana Caputova, 48 anni, è la prima donna eletta alla presidenza della Slovacchia. Contro l’offensiva russa in Ucraina insiste perché l’Ue e la Nato continui a fornire a Kiev aiuti militari e sostiene l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione

Prima donna eletta alla presidenza della Repubblica slovacca, Zuzana Caputova, 48 anni, in visita ufficiale in Italia, parla dello shock vissuto dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. La memoria è tornata subito al 1968 quando l’Unione Sovietica irruppe in Cecoslovacchia senza possibilità di scampo. «Se Putin raggiungerà i suoi obiettivi nessun Paese vicino sarà più al sicuro», ha detto a Repubblica, definendo l’Unione europea e la Nato come i soli porti sicuri in questo momento. Avvocato, ambientalista ed europeista è la più giovane presidente eletta nel suo Paese e ora sceglie di assumere un ruolo di primo piano per contrastare le azioni guerrafondaie di Vladimir Putin ospitando nella propria terra le truppe Nato.


La minaccia russa alle porte

Uno degli obiettivi del presidente russo potrebbe essere quello di conquistare altri Paesi oltre all’Ucraina. La regione del Sud sarebbe la strada principale per poter accedere alla regione separatista moldava, la Transnistria. È anche per queste ragioni che Caputova sembra non essere disposta a stare con le mani in mano. «Le mosse sempre più aggressive della Russia hanno innescato un cambiamento nei miei connazionali, finora riluttanti ad avere truppe straniere sul territorio», ha spiegato la presidente. «Ormai è chiaro che dobbiamo rafforzare difesa e deterrenza. La guerra ha aperto gli occhi a molti: oggi il 64% degli slovacchi crede che Putin miri a ricostituire una Grande Russia. Non abbastanza: purtroppo siamo stati a lungo oggetto di gravi campagne di disinformazione da parte di Mosca».


«Pronti a dare altre armi»

Secondo la presidente la guerra da fare contro Putin è in primis attraverso le leggi. «Non solo interne ma a livello Ue prendendo decisioni più specifiche ed esigendo maggiore responsabilità dalle piattaforme social». Ma sanzioni e leggi non sono l’unica arma che la Cecoslovacchia ha intenzione di promuovere. Di recente il Paese di Caputova ha fornito sistemi missilistici S-300 a Kiev ricevendo in cambio missili Patriot da Washington. A questo proposito la presidente non esclude che in futuro scambi del genere non possano ripetersi. «Stiamo valutando. L’Ucraina sta combattendo una guerra difensiva giusta, ha il diritto di difendersi ed è nostro dovere aiutarla. Le democrazie devono avere un approccio pratico: sanzioni e aiuti militari».

Nel sostegno all’Ucraina rientrerebbe anche l’appoggio per un’entrata immediata in Ue. «Ci sembra importante concederle lo status di candidato avviando i negoziati sull’adesione. Non accadrà in una notte, ci sono criteri da soddisfare. Ma speriamo sia una prospettiva reale», spiega Caputova. «Quando toccò a noi, già solo l’avvio dei colloqui di adesione ebbe un grande impatto sullo spirito della gente».

«L’Ue ci aiuti con i profughi»

La Slovacchia ha già accolto oltre 300 mila profughi ucraini in fuga dalla guerra. Il triplo dell’Italia e che attualmente corrisponde al 5% di tutta la popolazione slovacca. «La solidarietà dei miei connazionali verso gli ucraini mi riempie di orgoglio. Stanno dimostrando empatia e umanità aprendo cuori e case: spero continuino», ha dichiarato Caputova, sottolineando come la generosità dei singoli Paesi non possa realmente servire senza un piano comune. «CI vogliono soluzioni più ampie a livello Ue», spiega. «Ora è necessario ridurre l’impatto socioeconomico sulle popolazioni, evitando che i cittadini si sentano traditi e abbandonati».

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