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Governo Draghi, trovato l’accordo sul catasto: ecco cosa cambia con la riforma che ha ricompattato il centrodestra

A marzo la riforma aveva fatto rischiare la caduta del governo. Ora Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia esultano

A inizio marzo la riforma del catasto ha rischiato di causare la fine della prima esperienza di governo di Mario Draghi. L’emendamento proposto dal centrodestra che aveva chiesto la sua cancellazione era stato bloccato dalla Commissione Finanze della Camera. Un passaggio rischioso, che aveva innervosito il premier. Ora invece l’accordo. Nella riforma del catasto non sono previste nuove tasse sulle immobili, stando almeno dalle dichiarazioni diffuse nelle ultime ore dai tre leader del centrodestra. Insieme rivendicano di essere riusciti a sventare il tentativo di imporre nuove tasse sulla casa: «Nessun incremento di tassazione potrà colpire i risparmi o la casa degli italiani. Quanto al catasto viene eliminato ogni riferimento ai valori patrimoniali degli immobili, consentendo l’aggiornamento delle rendite secondo la normativa attualmente in vigore e senza alcuna innovazione di carattere patrimoniale. Il catasto italiano verrà quindi progressivamente aggiornato, ma senza cambiamenti rispetto ai criteri attuali. Esclusa anche in questo caso la possibilità di nuove tasse sulla casa».


Dichiarazioni in questo senso sono arrivate anche dai leader del centrodestra, a partire da Silvio Berlusconi che proprio sulla casa ha giocato buona parte delle sue campagne elettorali: «La casa, per le famiglie italiane, è il primo degli investimenti. Solo noi negli anni in cui abbiamo governato abbiamo assunto una serie di politiche coerenti a favore dei proprietari di case». Anche Giorgia Meloni è sulla stessa linea: «Se fosse vero, sarebbe un’ottima notizia. È una battaglia che Fratelli d’Italia ha condotto». E così anche Matteo Salvini: «Il punto era evitare l’aumento delle tasse, le nostre proposte sono state valutate e ascoltate, e mi auguro accolte, non è il momento di mettere nuove tasse».


La riforma del catasto

Gli obiettivi di questa riforma erano chiari: da una parte mappare nella maniera più dettagliata possibile tutti gli immobili presenti in Italia entro il 2026, così da svelare tutti quelli invisibili. Secondo le prime stime si parla di circa 1,2 milioni di strutture. Oltre a questo la riforma puntava anche ad aggiornare il valore degli immobili che al momento è calcolato sugli estimi del 1991. L’estimo è il canone che si ricava da un immobile dandolo in affitto ed è chiaro quindi che, soprattutto nelle grandi città e nelle località turistiche, questo dato sia aumentato rispetto a 30 anni fa. L’idea era quindi quella di tenere aggiornato i dati sul valore degli immobili con quelli del mercato. La paura del centrodestra era che l’aumento di questi valori avrebbe causato anche un aumento delle imposte collegate.

Letta: «Salvini ha scoperto oggi che non ci sarà un aumento sulle tasse»

L’accordo sul catasto ha rinsaldato l’alleanza di centrodestra ma non è riuscito a estendere lo stesso effetto benefico a tutto il governo. Il segretario del Pd Enrico Letta ha criticato Salvini per essersi intestato i risultati dell’accordo: «Siamo molto soddisfatti per l’annuncio del governo sull’accordo sul catasto. Non ci sarà un aumento delle tasse. Oggi Salvini lo ha scoperto e dice e racconta che lo ha ottenuto lui. Vorrei ripetere con grande forza che secondo noi questo non è il metodo di stare al governo. In maggioranza si sta essendo dentro le discussioni, attenti ai temi e soprattutto all’unità di quello che si fa».

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