Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Azovstal, Putin sente Bennett: «Sì ai corridoi umanitari, ma i militari nell’acciaieria si devono arrendere»

Oggi sarebbe dovuto scattare il cessate il fuoco per evacuare i civili dalla struttura, ma Kiev denuncia continui bombardamenti

Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto una telefonata con il premier israeliano Naftali Bennett, nella quale è stata affrontata la crisi umanitaria in corso a Mariupol. «La Russia è pronta a garantire un’uscita sicura dei civili dall’acciaieria Azovstal di Mariupol – avrebbe detto Putin secondo quanto riferito dal Cremlino – ma i militari nello stabilimento devono arrendersi». Oggi sarebbe dovuto partire il cessate il fuoco per permettere le evacuazioni dei civili dall’edificio, ma Kiev ha denunciato che «con il sostegno dell’aviazione, la Russia ha ripreso l’offensiva per controllare Azovstal». Le truppe della Federazione russa avevano detto che «in conformità con la decisione della leadership della Federazione russa, basata su principi di umanità, le Forze armate russe dalle 8 alle 18 ora di Mosca del 5, 6 e 7 maggio apriranno un corridoio umanitario dal territorio dell’impianto di Azovstal per l’evacuazione dei civili (personale di lavoro, donne e bambini)». Secondo Mosca, i corridoi umanitari «funzionano».


Nelle scorse ore, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva assicurato «che il governo di Kiev è in fase di negoziazione con Mosca e spera di continuare a salvare persone dall’Azovstal, da Mariupol’, dove ci sono ancora civili, donne, bambini e abbiamo bisogno di un cessate il fuoco continuo per salvarli». Tuttavia, già in precedenza Mosca aveva assicurato il cessate il fuoco intorno all’acciaieria, mentre da Kiev riferivano di continui nuovi attacchi contro l’Azovstal, tant’è che secondo una nota dell’Institute for the Study of War (Isw), alcune truppe dell’esercito di Mosca sarebbero riuscite a entrare nell’acciaieria, malgrado la resistenza delle forze ucraine.


Il ruolo cruciale dell’acciaieria

Ma perché l’impianto di Azovstal è diventato così cruciale nel conflitto, a tal punto da divenire la «priorità numero uno» per la leadership politica e militare dell’Ucraina, così come riferito alla Bbc da Yuriy Sak, consigliere del ministro della Difesa dell’Ucraina? L’acciaieria in sé, così come la città di Mariupol’, rappresenta l’ultimo baluardo della resistenza ucraina nella città portuale, dove le truppe ucraine si trovano a operare in condizioni «estremamente difficili», secondo quanto riferito da Sak.

L’importanza della città di Mariupol’

Perdere il controllo di Mariupol’ offrirebbe ai russi un ponte di terra da Mosca fino alla Crimea, che la Russia ha annesso nel 2014. La conquista di Mariupol’, inoltre, è da sempre stata strategica l’accesso al Mare d’Azov, parte del Mar Nero, nonché snodo strategico essenziale per l’economia ucraina, essendo uno dei principali hub per l’esportazione di materie prime e merci, tra cui acciaio, carbone e mais. Oltre agli aspetti economici e territoriali, la conquista da parte dei russi della città di Mariupol’ avrebbe anche un impatto “psicologico”, dando maggiore slancio e motivazione alle truppe russe per il controllo della regione del Donbas nell’Ucraina orientale e in particolare nelle aree separatiste filo-russe del Lugansk e del Donetsk.

Leggi anche: