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A Kiev spunta una statua che invita Putin a suicidarsi: «I criminali di guerra hanno due modi: il tribunale o…» – Le foto

La statua è intitolata «Shot 2022» ed è un’opera dell’artista Dmitry Iv che nella targa chiama il capo del Cremlino «Putler»

Continua anche sul fronte artistico e scultoreo la guerra tra Russia e Ucraina. A Kiev è spuntata un’installazione scultorea contro il presidente Vladimir Putin. Si tratta di «Shot 2022» firmata dall’artista Dmitry Iv e ritrae un volto che si punta una pistola alla bocca. La statua porta una targa che recita: «La storia sa che i criminali di guerra hanno due modi: il tribunale o… PUTLER HAI CAPITO IL SUGGERIMENTO?». Lasciando così intendere un invito a uccidersi rivolto all’attuale presidente russo affinché segua l’esempio di altri criminali di guerra, come Adolf Hitler che morì suicidandosi con un colpo di pistola alla testa il 30 aprile 1945.


NEXTATV | La statua realizzata a Kiev dall’artista Dmitry Iv
NEXTATV | La targa sulla statua realizzata da Dmitry Iv che recita: «La storia sa che i criminali di guerra hanno due modi: il tribunale o… PUTLER HAI CAPITO IL SUGGERIMENTO?»

«Prevista la demolizione dei monumenti russi»

Nella capitale la battaglia sul fronte artistico è in corso da diverso tempo. In particolare le forze operative di Kiev avevano annunciato verso fine aprile che è prevista la demolizione di 60 memoriali legati alla Russia e al patrimonio coloniale. La demolizione è stata avviata con la decapitazione di una statua di bronzo posta all’Arco dell’amicizia dei popoli che venne eretta nel 1982 per il 60mo anniversario dell’Unione sovietica e i 1500 anni della capitale ucraina.


La nonnina con la bandiera dell’Urss

Dal canto suo la Russia ha risposto su questo fronte simbolico costruendo una statua a Mariupol, in Ucraina, che ritrae un’anziana signora con una bandiera dell’Unione Sovietica. Si tratta della celebre nonnina del Donbass russofona e russofila che ha rifiutato del cibo dai soldati ucraini. Secondo quanto circolato sui social la donna avrebbe accolto i militari con la bandiera sovietica, chiamandoli «liberatori». Loro le avrebbero offerto da mangiare, facendosi dare la bandiera, che poi hanno calpestato. Quando la donna ha capito che erano soldati ucraini, ha restituito il cibo urlando: «Non lo voglio, quella che state calpestando è la bandiera per cui sono morti i miei genitori».

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