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«Nessun russo vuole morire per Putin. E lui non attaccherà un paese Nato perché ha paura di perdere»

Il vicedirettore di Novaya Gazeta Martynov: lo Zar è in difficoltà

Kyrill Martynov, vicedirettore di Novaya Gazeta, parla oggi in un’intervista a La Stampa della situazione in Russia e del punto debole di Vladimir Putin. Che secondo lui non attaccherà mai un paese della Nato perché ha paura di quello che potrebbe accadere come conseguenza. «Quest’anno e il prossimo potrebbero essere cruciali per Mosca. Forse avranno un impatto tragico anche sulla storia europea, perché qualunque cosa accadrà, saranno un test enorme per l’identità russa. Se la Russia mantiene a lungo questo sentimento post-imperialista, ci saranno ancora persone disposte a credere che i vicini vengono uccisi solo perché sono nazisti. Sarebbe un caso molto simile a quello dei tedeschi del XX secolo, una sfida molto difficile fingere di essere un buon popolo con un buon governo, visto quello che succede. Ma a me, al momento, e la parata lo dimostra, Putin sembra che voglia solo trovare buone scuse per giustificare se stesso». Secondo Martinov Putin «è assolutamente in difficoltà. La retorica è “siamo stati costretti”, “non avevamo altra scelta, dovete capirmi”. È interessante notare com’è cambiato in tre mesi. Era molto più coraggioso a febbraio. Non ha nessuna opzione reale per finire questa guerra. E neanche per vincerla sul piano militare».


Il giornalista del quotidiano che in Russia ha dovuto sospendere le pubblicazioni spiega anche perché lo Zar non ha dichiarato la mobilitazione generale: «Se chiamasse masse di soldati al fronte, nessuno verrebbe. Lo Stato russo è totalmente corrotto. Anche col Coronavirus lo abbiamo visto: ha dovuto costringere ad osservare le restrizioni, nessuno osservava la legge. Se convochi milioni di persone, le chiami ad alzarsi dal divano e ad andare a morire in Ucraina, tutti ti diranno: “Perché io? Prendete lui”. Putin non vuole scatenare proteste e fughe a catena». Infine, nel colloquio con Letizia Tortello, arriva anche una previsione sulla guerra: «Due giorni fa ho parlato con uno scrittore russo molto importante che vive negli Stati Uniti. Mi ha detto che Putin non vuole perdere la guerra ed è per questo che non attaccherà mai un Paese Nato».


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