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La Cgia di Mestre contro le misure anti-evasione: «Cashback e lotteria degli scontrini? Un flop»

L’Associazione chiede al fisco di usare le 162 banche dati a sua disposizione

L’Ufficio studi dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre ha definito il cashback e la lotteria degli scontrini «un flop»: quello che sostiene la CGIA è che entrambe le misure, pensate per dare un colpo letale all’evasione – o perlomeno «ridurre drasticamente quella da omessa fatturazione che, in rapporto a quella totale, ha un’incidenza importante» -, hanno fallito nel produrre i risultati sperati. Non solo, a detta dell’Associazione, nel caso del cashback non sarebbe emersa alcuna evidente relazione causale tra gli incentivi previsti dalla misura e la diminuzione dell’evasione fiscale, ma il suo costo risulta decisamente spropositato: 4,75 miliardi di euro, una somma «nettamente superiore alle potenzialità di recupero dell’evasione».


La lotteria degli scontrini, invece, in vigore dal primo febbraio 2021, non sarebbe riuscita a ottenere un grande successo tra i consumatori e i contribuenti: cinquemila unità al mese, con un picco sfiorato di 25mila solo un mese dopo il suo lancio, nel marzo 2021. Mentre il problema dell’evasione rimane: «Ricordiamo che, secondo il MEF, in Italia l’evasione fiscale complessiva ammonterebbe a 105 miliardi di euro all’anno», aggiunge l’associazione degli artigiani, che polemizza infine su come nonostante il fisco italiano disponga in teoria di «162 schede che riportano fedelmente la capacità reddituale, i consumi e il livello di ricchezza di ogni italiano», non sia capace di utilizzare queste banche dati per contrastare adeguatamente il fenomeno dell’evasione, riuscendo a recuperare «solo tra i 18 e i 20 miliardi» sul totale dei soldi sottratti alle casse dello Stato.


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