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Perché c’è anche Morgan Freeman tra gli americani bannati dalla Russia (oltre a Zuckerberg e Soros) – Il video

L’attore non ha espresso di recente opinioni sul conflitto in Ucraina, ma a Mosca non hanno dimenticato le sue accuse in un video del 2017 per una Ong

Il governo russo ha annunciato nuove sanzioni contro quasi 1.000 cittadini statunitensi, vietando loro di entrare nel Paese a causa del loro sostegno all’Ucraina durante la guerra. Nella black list del Cremlino sono presenti centinaia di politici statunitensi (tra cui il presidente Joe Biden e il segretario di Stato Antony Blinken, ndr), giornalisti, ufficiali dell’intelligence, docenti universitari, imprenditori statunitensi, come il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg e il finanziere e filantropo George Soros. Ma a spiccare ci sono anche i nomi dell’attore Morgan Freeman e del regista e produttore Rob Reiner. Malgrado Freeman non si sia recentemente espresso sulla guerra di Mosca contro Kiev, secondo quanto spiegato dal ministero degli Esteri della Federazione Russa, l’attore statunitense è stato sanzionato per essere comparso in un video, diretto da Reiner nel 2017, in cui la Russia veniva accusata di «cospirare contro gli Stati Uniti». Il video, diretto da Reiner nel 2017, è stato realizzato dall’organizzazione no-profit Committee to Investigate Russia, un’organizzazione no-profit con l’obiettivo di diffondere informazioni sul ruolo della Russia nelle elezioni Presidenziali del 2016 (vinte da Donald Trump, che non è presente nella lista nera di Mosca, ndr) e creare un dibattito negli States sulle possibili minacce russe contro la democrazia statunitense.


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