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Salvini in partenza per Mosca domani? Il leghista insiste: «Un “cessate il fuoco” si chiede a chi ha cominciato la guerra: andrei anche a Kiev»

Il leader della Lega sarebbe pronto a partire per un viaggio di 48 ore via Istanbul a Mosca. Improbabile un incontro con Vladimir Putin, ma stavolta la macchina organizzativa leghista potrebbe portare a un faccia a faccia con un ministro russo o con il portavoce del Cremlino

Il viaggio di Matteo Salvini a Mosca sarebbe ormai imminente, forse già domani secondo Francesco Olivo su La Stampa che oggi sul quotidiano registra la conferma del leader della Lega sull’intenzione stavolta apparentemente seria di partire e parlare con il Cremlino. L’idea del viaggio era cominciata a circolare già a fine aprile, quando lo stesso Salvini aveva detto che sarebbe stato «disposto a tutto per la pace» in Ucraina, anche andare a parlare con Vladimir Putin. Da allora sono seguite frenate dal governo con Giancarlo Giorgetti che invitava l’amico alla cautela, fino all’ambasciata russa in Italia che negava di aver ricevuto richieste. Allora come adesso, il problema per Salvini è innanzitutto politico, visto che ancora una volta il governo ha reagito alla sua iniziativa a metà tra il sorpreso e l’allarmato. «Qualora si concretizzasse – ha detto Salvini a La Stampa – farò tutti i passaggi necessari e ne parlerò prima di tutto con il presidente Mario Draghi».


La speranza del leader leghista è anche archiviare quella sfortunata trasferta con effetto boomerang sul confine polacco-ucraino, con quella protesta non calcolata del sindaco che rinfaccia a Salvini i rapporti stretti del passato con Putin. Stavolta, spiega la Stampa, la preparazione al viaggio, curata dal leghista Andrea Crippa, sarebbe stata più attenta. A cominciare da un passaggio in Vaticano con il cardinale Pietro Parolin, che Salvini non conferma e non smentisce: «Dico solo che ho grande rispetto e attenzione per la Santa Sede, dall’inizio promotrice di pace: sarei felice se il presidente Putin accettasse di vedere Papa Francesco e farò ogni sforzo affinché questo avvenga».


Putin appunto è uno degli obiettivi inconfessabili del leghista, per quanto potrebbe essere più probabile un rapido appuntamento con il portavoce Dmitry Peskov: «Da settimane sto lavorando per aprire dei canali diplomatici, con tanti Paesi… Se devi chiedere un “cessate il fuoco” – dice Salvini – lo chiedi innanzitutto a chi ha cominciato il conflitto». E dopo Mosca, il leader leghista non esclude anche una tappa a Kiev, con cui avrebbe già avviato contatti incontrando l’ambasciatore e il console.

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