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L’Ucraina: «Bombardato l’impianto chimico Azot a Severodonetsk con 800 civili». Si rischia una seconda Azovstal?

Nell’impianto si troverebbero 600 residenti, 200 operai e alcune unità militari ucraine. Kiev denuncia vittime civili

In queste settimane si stanno intensificando sempre di più gli attacchi a Severodonetsk, città dell’Ucraina orientale, dove si gioca il destino del Donbass e che si trova in gran parte sotto assedio russo, ma si sta anche rischiando che si realizzi una seconda Azovstal, l’acciaieria strategica sotto assedio di Mariupol, in Ucraina. Tra ieri sera, 8 giugno, e la notte scorsa è stato bombardato per ben due volte l’impianto chimico Azot a Severodonetsk, nel quale si troverebbero rifugiati almeno 800 civili, 600 residenti, 200 operai e alcune unità militari ucraine. Due fabbriche, di cui una produce ammoniaca, sono state colpite. A riferirlo è Sergiy Gaidai, il capo dell’amministrazione militare regionale del Lugansk, citato da Ukrinform.


Un ritiro tattico

Severodonetsk

Gaidai ha dichiarato che «le forze ucraine potrebbero dover ritirarsi dalla città e andare in posizioni più fortificate», ma ha poi specificato che un eventuale ritiro non significherebbe abbandonare la città in modo definitivo perché consapevoli che si tratta di una zona cruciale per il controllo del bacino minerario del Donbass. Secondo quanto si apprende da una nota del proprietario, citata dalla Bbc, il personale di Azot sarebbe rimasto sul luogo per «proteggere il più possibile ciò che resta delle sostanze chimiche altamente esplosive dell’impianto». Al momento, non si hanno informazioni sulle vittime. Il governatore del Lugansk Gaidai ha anche fatto sapere che ci sono stati quattro morti, due uomini e due donne, nella sua regione nella quale sono state provocate numerose distruzioni. «I russi continuano senza successo la ricerca dei punti deboli nella difesa di Severodonetsk, mentre sparano a quartieri pacifici e strutture industriali nella regione di Lugansk», ha commentato Gaidai.


Inoltre, «l’aeroporto di Severodonetsk è sotto controllo dell’esercito russo e le unità militari di Mosca stanno attaccando i soldati ucraini che combattono nell’area circostante». A riferirlo è l’ambasciatore in Russia dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk, Rodion Miroshnik. Secondo Miroshnik l’esercito ucraino sta ancora mantenendo il controllo solo in una parte residua dell’impianto Azot. Nel frattempo le truppe russe stanno bloccando la strada che collega Severodonetsk e la vicina Lysychansk a Bakhmut per chiudere i rifornimenti agli ucraini.

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