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A Palermo le elezioni per superare l’era Orlando. Pd e M5s si testano, il centrodestra pensa già alle regionali (e litiga)

Sindaco per un periodo lunghissimo, quasi senza soluzione di continuità, Leoluca Orlando lascia una eredità difficile da conquistare. Molto potrebbe decidersi al secondo turno

«Se sono potente io, siete potenti voi», ha detto Pietro Pulizzi, candidato al consiglio comune di Palermo. Queste parole sono stato pronunciate durante un incontro con Gaetano Manlio Porretto e Agostino Sansone, esponenti di una famiglia mafiosa della città. Una dichiarazione che ha avuto due conseguenze. La prima è che i tre sono stati tutti arrestati, la seconda è che questo fatto di cronaca ha allungato l’ombra della mafia sulle elezioni amministrative che stanno per tenersi in città. Il 12 giugno il capoluogo siciliano andrà al voto per decidere il prossimo sindaco. Un palco a cui guarda anche la politica nazionale, per due ragioni: a sostenere uno dei candidati compare anche l’alleanza tra Movimento 5 stelle e Pd e la prossima scadenza amministrativa, quella per la Regione Sicilia, sta già facendo litigare il centrodestra. La nuova (almeno nelle urne) joint venture del “campo largo” voluto da Conte e Letta comparirà in diverse elezioni locali ma Palermo sarà uno dei laboratori più importanti.


Finisce l’era di Leoluca Orlando, il sindaco che ha guidato Palermo dal 1993 al 2000 sostenuto da una coalizione di centro sinistra e poi anche dal 2012 ad oggi, sostenuto prima da Italia dei Valori e poi una coalizione guidata dal Pd. Orlando si è rivolto ai cittadini con un discorso dal titolo Missione compiuta. Da completare: «Non torniamo a vergognarci di essere palermitani, dipende dalle nostre scelte quotidiane. Non vogliamo tornare al tempo nel quale il governo di questa città era affidato ad un boss mafioso. Ringrazio tutti i palermitani e le palermitane per quello che mi hanno dato in questi anni. Per il loro amore, per le loro critiche che sono state fondamentale strumento di crescita». Per i due leader che hanno voluto il “campo largo” Pd e Movimento cinque stelle sarebbe importante confermare Palermo, per non subire l’accusa – in particolare ai dem – che l’alleanza danneggia le rispettive formazioni, invece di irrobustirle.


Per il centrodestra la partita è importante soprattutto in prospettiva, visto che già si litiga a proposito di elezioni regionali con Giorgia Meloni che vuole confermare Nello Musumeci, attuale governatore, e Lega e Forza Italia contrarie.

Chi sono i candidati sindaco

  • Franco Miceli: classe 1952, Miceli è presidente del Consiglio Nazionale degli architetti. Le sue competenze professionali non devono essere dimenticate, visto che è riuscito nell’impresa non facile di creare un’impalcatura in grado di mettere insieme due partiti che anche se nella stessa maggioranza sembrano in eterno conflitto. Il suo programma elettorale parte dal decentramento del potere cittadino: l’obiettivo è quello di dare più potere alle circoscrizioni. Miceli è sostenuto da una coalizione che oltre Pd e M5s vede schierate anche le civiche Progetto Palermo e Sinistra Civica Ecologista l’Unità per Palermo;
  • Roberto Lagalla: classe 1955, medico, ex rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Lagalla è il candidato di centrodestra. È sostenuto da una coalizione di nove liste tra cui Noi con l’Italia, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Lagalla ha già alle spalle diverse esperienze politiche. Tra il 2006 e il 2008 è stato assessore regionale alla Sanità, durante l’ultimo mandato come presidente della regione di Salvatore Cuffaro. Dal novembre del 2017 fino a pochi mesi fa è stato invece assessore all’Istruzione per Nello Musumeci;
  • Fabrizio Ferrandelli: classe 1980, è il candidato di + Europa e Azione. È sostenuto anche dalle liste civiche E tu splendi Palermo e Rompi il sistema. Ex consigliere comunale, è la terza volta che prova a diventare sindaco di Palermo;
  • Rita Barbera: classe 1954, è la candidata di Potere al Popolo e della lista civica Rita Barbera sindaca. La sua esperienza professionale è legata alle carceri, ha lavorato come direttrice negli Istituti di Parma, Marsala, Termini Imerese, Castelvetrano, San Giminiano e Palermo. Qui ha diretto il Penitenziario Pagliarelli e dal 2011 al 2019 anche L’Ucciardone;
  • Ciro Lomonte: classe 1960, architetto. È sostenuto dalla lista civica Ciro Lomonte sindaco. Come racconta in un’intervista a Palermo Today, in questa lista però ci sono esponenti del Popolo della Famiglia e Italexit;
  • Francesca Donato: classe 1969, si candida con la lista Rinascita Palermo. No Green pass, contro l’obbligo vaccinale, nel 2019 è stata candidata (ed è eletta) con la Lega al Parlamento europeo. Alle elezioni di Palermo però è stata appoggiata anche da Marco Rizzo del Partito Comunista.

Foto di copertina: ANSA | Leoluca Orlando

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