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Amministrative, i fantadati sul voto da Francesca Donato a Carlo Calenda

L’ex leghista ha davvero preso una manciata di voti? No! Azione ha ottenuto un risultato da 20%? Al momento no, ma vediamo i numeri

Concluso il conteggio delle elezioni comunali, non mancano le dichiarazioni dei politici e degli elettori sui risultati ottenuti, chi per sfottò e chi per affermare un successo, omettendo o meno il lato negativo dei fatti. Non parliamo dei grandi partiti e delle grandi coalizioni. C’è chi la prende con sportività scherzandoci sopra, come Mario Adinolfi a Ventotene: neanche il suo cane – parole sue – lo ha votato come sindaco della città. C’era chi sperava di diventare sindaco di Palermo dopo aver citato slogan nazisti contro i vaccini e sbeffeggiato la famiglia di un medico morto di Covid, come l’europarlamentare Francesca Donato, ritrovandosi addosso tweet che insinuavano che avesse preso un risultato a due cifre. Si parla anche di Carlo Calenda e di una “sorpresa”, ma che andrebbe letta con attenzione.


Francesca Donato e i “48”

Nel corso del conteggio dei voti è circolata la voce che la lista dell’europarlamentare avesse ottenuto appena 48 preferenze. Un magro bottino, senz’altro superiore a quello di Adinolfi a Ventotene. Citando la cittadina in provincia di Latina, riportiamo il tweet del Comitato Ventotene dedicato proprio a Francesca Donato:


Congratulazioni a Lady Ceramica, Francesca #Donato, per il suo straordinario risultato elettorale.

Forte dell’appoggio di Rizzo e Ingroia, ha ottenuto ben 48 voti.

#elezioniamministrative2022

In molti scherzano tirando in ballo il “grafene delle matite” come “colpevole del flop”, puntando proprio sulla famosa teoria del complotto sui vaccini anti Covid-19 (ne parliamo qui e qui), ma il risultato ottenuto è del tutto diverso. In realtà, la lista di Francesca Donato ha ottenuto oltre 6 mila preferenze (il 3,16%) e oltre 630 come candidato sindaco (lo 0,33%).

Carlo Calenda e la “sorpresa”

«Azione, sorpresa Calenda» titola Repubblica citando «Percentuali tra il 12 e il 23% con candidati di area a Parma, Catanzaro e Palermo». Davvero il partito di Carlo Calenda ha ottenuto un risultato del genere? Attenzione, lui non parla del suo partito che in due episodi elogiati risulta persino assente.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera leggiamo:

Carlo Calenda, soddisfatto del risultato?

«Abbiamo un’affermazione che va dal 10 al 25%, se si considerano L’Aquila, Palermo, Catanzaro e Parma, i quattro capoluoghi di provincia in cui noi abbiamo fatto la scelta molto radicale di andare da soli».

Leggendo solo ed esclusivamente questo estratto dell’intervista si potrebbe pensare che abbia attribuito tale risultato ad Azione, anche se in realtà fa riferimento a un «terzo polo» di cui fa parte insieme ad altri partiti e liste:

Tra le grandi città a L’Aquila, Palermo, Catanzaro e Parma abbiamo scelto la strada più difficile per le amministrative: fare un terzo polo lontano da populisti e sovranisti. In tutte e quattro le città i nostri candidati hanno ottenuto secondo gli exit poll ottimi risultati.

Di Benedetto 21-25%; Ferrandelli 14-18%; Talerico 13-17%; Costi 10-14%. Complimenti a loro. Si conferma il segnale di Roma: esiste un’area di riformismo pragmatico, lontana dai 2 poli, forte e in crescita. Questa è l’unica vera novità politica di queste elezioni comunali. Avanti!

Riportando i numeri, vediamo i reali risultati ottenuti da Azione nelle città elencate nel tweet di Calenda. A L’Aquila il candidato sindaco Americo Di Benedetto ha totalizzato un 23,78% di voti, mentre Azione e +Europa (un’unica lista) hanno ottenuto il 4,8. L’unica sorpresa certa è che a Catanzaro e Parma la lista è assente, non c’è neanche il suo partito. In questo caso, i candidati erano appoggiati ma senza una concreta partecipazione con il proprio simbolo. Resta Palermo, dove la coalizione per Ferrandelli Fabrizio ha ottenuto il 14,19%. Al momento non conosciamo le percentuali di voto ottenute dalla lista comune Azione e +Europa.

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