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Adinolfi e il flop a Ventotene: «Un voto ce l’avevo, me l’hanno annullato. Il body shaming? Il nuovo manganello è arcobaleno»

Il leader del Popolo della famiglia: «Sono uno che non molla, proverò ancora a convincere i ventotenesi»

Mario Adinolfi, la sua avventura elettorale ha fatto notizia soprattutto per un fallimento. A Ventotene si è candidato personalmente, lei che è anche il leader del Popolo della famiglia, ha preso zero voti. Le giro subito una domanda della rete che è diventata un tormentone, non si è votato neppure lei? 


«Forse queste persone non conoscono le regole di base della competizione per le comunali. Non sono residente a Ventotene, quindi non potevo votarmi. Il Popolo della famiglia si presenta in tutta Italia e anche per accompagnare lo sforzo di molti amici ho dato una mano nel mio modo, mi sono legato ad un territorio a cui sono affezionato dall’infanzia. Ventotene è una piccolissima realtà, con una popolazione molto anziana. Non c’è la scuola superiore, né un presidio sanitario. Non c’è neanche il parroco».


Ecco appunto, molte battute chiedevano come mai neanche il parroco l’avesse sostenuta…

«Neanche le suore ci sono più. Allo stesso tempo, è un posto di una bellezza naturale pazzesca, meglio delle Maldive. È la fotografia dell’Italia. Un paese che sta invecchiando nella sua bellezza, non dedica energia a crescere partendo dal far nascere bambini e ripopolare demograficamente. Io ho proposto di salvare Ventotene da se stessa, un progetto per attrarre giovani coppie, ma non sono riuscito a uscire dal controllo che alcuni esercitano sul territorio».

Non potrebbe essere che semplicemente non ha convinto? 

«No o comunque non solo, e glielo dimostro. Ci siamo candidati sia a Ventotene, isola pontina in provincia di Latina sia in tanti altri posti e con lo stesso tipo di logica in un altro comune molto piccolo, Averara, provincia di Bergamo. Sia qui, sia a Ventotene siamo stati inseguiti dal Partito Gay che sfrutta la mia popolarità per trarne un po’ di visibilità a sua volta. Ad Averara avevamo un candidato locale, loro ne hanno messo uno residente in Sardegna, a 1000 chilometri di distanza. Eppure lì entrambi abbiamo dimostrato che il voto di opinione può avere un peso visto che noi siamo arrivati al 20% e loro comunque al 5%, che non è male. A Ventotene insieme abbiamo un voto, il loro. Che poi sarebbero due visto che il mio l’hanno annullato».

Lei aveva un voto e gliel’hanno annullato? 

«Si, credo fosse scritto male o non so. Comunque risulta un voto per me annullato. Ma ovviamente il punto non è questo. Nelle realtà piccole vincono sempre i locali ma al Nord dove il controllo del territorio è meno forte il voto di opinione passa, persino per il Partito gay che non ha nessuno in loco. Certo, mi colpisce che ci si soffermi a prender in giro me invece di notare che il sindaco eletto è sotto procedimento giudiziario».

Le sue avventure politiche sono spesso accompagnate da campagne di body shaming. Le sue avventure politiche sono spesso accompagnate da campagne di body shaming. Si è abituato o soffre ancora?

«Guardi con le campagne ironiche sul mio corpo ho fatto i conti da tempo. Come dice Giuliano Ferrara, quando sei obeso hai due tentazioni: o spari, o sparisci. In alternativa vai avanti senza pensarci. In campagna elettorale ho fatto anche un video in cui nuotavo in piscina. Se c’è chi pensa che è una ragione per interagire con me, benissimo, vuol dire che in qualche modo lo colpisco. Il dato interessante della dialettica politica è che coloro che chiedono di non essere discriminati sono i primi a discriminare. Ma io lo dico tempo che il nuovo manganello hai i colori dell’arcobaleno, ma il tema è ovviamente più ampio. Ci sono pubblicazioni filogay che dicono che le mie figlie rischiano grosso, per dire. Se io avessi un millesimo del grado di violenza che devo subire, sarebbero già arrivati i carabinieri ad arrestarmi. In chiusura mi faccia dire una cosa». 

Prego

«Vorrei che fossero guardati i risultati del Popolo della famiglia in giro per l’Italia, vi accorgereste che il nostro candidato sindaco a Verona prende il 2,7%, a Cuneo prende il 6%, a Jesi prende  il 4%, ad Avola prende il 4,3%. Parlo di comuni dai 40 ai 200mila abitanti. Nella rossa Emilia Romagna a Riolo Terme prendiamo il 5,8%. Se uno gira l’Italia si accorge che nelle prossime settimane ci sono almeno 20 ballottaggi in cui il Popolo della famiglia sarà importante. Si è parlato di noi per questo zero voti, non importa, dico sempre che Dio è ironico e fa scrivere le parole sulle righe storte. Comunque la mia impresa romantica a Ventotene non finisce qui. Io raramente mollo, a Ventotene tornerò per continuare a dire ai ventotenesi che bisogna cambiare».  

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