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Gentiloni: «Non è l’Europa il problema dell’Italia. La recessione si può evitare»

Il commissario europeo all’economia: il governo Draghi controlli la spesa

«L’Italia tra i suoi obiettivi ha quello di tenere sotto controllo la spesa corrente. È giusto far fronte per l’impatto dei rincari elettrici, ma il più possibile con spese mirate e temporanee, non aggravando il debito». Il commissario europeo Paolo Gentiloni ha le idee chiare su cosa deve fare il governo Draghi per fermare i venti di recessione che soffiano sul paese e sull’Europa. Ma mette in guardia anche contro l’abitudine di dare la colpa agli altri. Ovvero, in questo e altri casi, all’Europa: «È una reazione che vedo affiorare in Italia. E, oltre che miope e infondata, è anche autolesionista. Bisogna stare attenti a non aggiungere incertezza politica a un contesto economico già complesso. Il messaggio dev’essere l’opposto: che siamo fortunati in questo frangente ad avere Mario Draghi come premier, ma che chiunque governerà domani garantisce la continuità dell’impegno europeo dell’Italia. Se questo messaggio viene alterato da reazioni scomposte, noi rischiamo di aggravare i problemi del Paese invece di alleviarli».


Gentiloni ricorda che «l’Unione europea non è il nostro problema. È parte della soluzione: la Bce ha comprato e continuerà a ricomprare per due anni titoli italiani e da Bruxelles arrivano 200 miliardi per investimenti. Attuare il Pnrr è il percorso obbligato per evitare la stagnazione, ed è un percorso virtuoso fondato su riforme e investimenti necessari. Non si capisce a cosa servano adesso gli slogan contro l’Europa, se non a farci male da soli».


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