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Emergenza siccità, l’allarme del Cnr: «Ormai è tardi: così dovremo razionare l’acqua in autunno»

Le limitazioni sono già scattate in almeno 170 Comuni del Piemonte, dove è possibile usare l’acqua solo a scopo alimentare. Il fenomeno però potrebbe allargarsi rapidamente al Centro Italia e portare a misure drastiche

L’emergenza siccità che sta colpendo soprattutto Piemonte e Lombardia potrebbe estendersi molto presto almeno nel Centro Italia, con tempi di risoluzione che rischiano di allungarsi e soprattutto con la necessità sempre crescente di soluzioni drastiche. A lanciare l’allarme è la ricercatrice Ramona Magno dell’Osservatorio siccità del Consiglio nazionale della ricerca, che in un’intervista al Fatto quotidiano affaccia l’ipotesi che in vista di settembre «andranno prese decisioni anche drastiche». Certo l’acqua potabile per uso domestico è generalmente l’ultima a essere limitata: «ma se continua così – dice la ricercatrice – il razionamento non è purtroppo da escludere».


L’allarme al Nord

La siccità lungo il Po, in secca come non mai da 70 anni a questa parte, sta già colpendo più di 100 comuni costretti a far ricorso alle autobotti per rifornire le case di acqua. Solo in Piemonte, denuncia Coldiretti, sono oltre 170 i comuni in difficoltà, mentre il governatore Alberto Cirio ha già chiesto lo stato di emergenza al governo. Per i prossimi 15-20 giorni sono previste misure tampone, come lo sversamento di acqua dai bacini sfruttati per l’idroelettrico. Ma sono soluzioni temporanee, avverte la Regione Piemonte. Secondo Magno, è ormai tardi perché la situazione possa trovare una soluzione, perché «può sembrare un paradosso, ma il problema della siccità si affronta quando piove». Per questo non ci sarebbe altra via, una volta usciti da questa emergenza, che pianificare dei metodi di risparmio concreto e sistematico.


L’effetto a catena

E la siccità potrebbe portare con sé un effetto a catena preoccupante. Il fenomeno della siccità non sta colpendo solo l’Italia, ma anche altri Paesi europei come Francia e Portogallo. Fenomeni altrettanto gravi, ricorda Magno, ci sono stati anche nel Nord e soprattuto nel Sud America: «Qui la crisi idrica sta colpendo pesantemente i mercati della soia e del grano. Il mix concentrico tra guerra in Ucraina a Est e crisi idrica a Ovest e oltreoceano è potenzialmente devastante».

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