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Il Fatto e la grande paura di Salvini: «Vogliono colpirmi come sta facendo Di Maio con Conte»

Il Capitano ha paura di essere esautorato dal suo partito. Intanto è in arrivo la decisione della procura di Milano sul Metropol

Il segretario della Lega Matteo Salvini ha paura di fare la fine di Giuseppe Conte. Ovvero di finire all’angolo nel suo partito. Lo racconta oggi un retroscena del Fatto Quotidiano a firma di Giacomo Salvini, che segnala la doppia preoccupazione del Capitano. Ovvero quella per i risultati dei ballottaggi in arrivo lunedì. E per l’esito delle indagini sul Metropol in cui sono coinvolti uomini a lui vicini. Da Gianluca Savoini a Gianluca Meranda fino ad Alessandro Vannucci. A inizio luglio la procura dovrebbe chiudere il fascicolo. Se chiedesse il rinvio a giudizio, per via Bellerio si metterebbe piuttosto male. Tanto che da quelle parte, fa sapere il quotidiano, c’è già chi usa la parola «complotto». Anche se i governisti Luca Zaia e Giancarlo Giorgetti hanno accettato di non criticare apertamente il segretario prima del ballottaggio.


Il piano

Il complotto che delineano dalle parti della Lega parte dal presupposto che sia Salvini che Conte siano i leader che mettono in pericolo il sistema (e quindi il governo) Draghi. Per questo sono presi di mira con l’obiettivo di farli fuori per ripetere lo stesso governo di larghe intese anche dopo le elezioni del 2023. Mentre Giorgia Meloni viene risparmiata perché «rompe le scatole a noi, ma sulla guerra è piegata sul governo» secondo un alto dirigente leghista. Nella Lega il maggior indiziato a fare quello che ha fatto il ministro degli Esteri è proprio Giorgetti. Che ha ottimi rapporti con Draghi e con Di Maio e viene descritto come avvilito dalle sbandate politiche del Capitano.


Politicamente c’è anche un altro pericolo all’orizzonte. La scissione del ministro degli Esteri potrebbe portare alla formazione di un polo moderato. Che ingloberebbe anche Forza Italia. Facendo fallire il suo disegno di una federazione del centrodestra. Infine c’è il Metropol. Già in occasione dei suoi incontri con l’ambasciatore russo Sergey Razov Salvini aveva parlato di manovre dei servizi segreti per farlo fuori. Con la richiesta di rinvio a giudizio dei suoi fedelissimi la questione politica potrebbe ingrossarsi. E lui avrebbe tutto da perderci.

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