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Il ministero della Difesa ucraino contro un’azienda italiana: «La Danieli ancora collabora con le industrie russe». La replica: «Notizia falsa»

Secondo la Difesa ucraina, la multinazionale, che produce impianti siderurgici, sta indirettamente sostenendo la produzione militare russa. La risposta del gruppo: «Non facciamo produzione diretta di materiale bellico»

Boicottate la Russia, chiede l’Ucraina da mesi. E questa volta il ministero della Difesa ucraino lo ribadisce all’Italia, più precisamente all’azienda italiana Danieli, leader a livello mondiale nella produzione di impianti siderurgici. Secondo la Difesa ucraina, che denuncia il «tradimento» su Twitter, la multinazionale italiana starebbe ancora collaborando con le industrie russe, fornendo loro la strumentazione necessaria per produrre sottomarini nucleari e corazzature per i carriarmati. Un rapporto commerciale che indirettamente si traduce in un sostegno alla produzione militare russa, «andando contro ogni considerazione legale e morale», dice il tweet.


La replica di Danieli

«Le attività del Gruppo Danieli non contemplano in alcuno modo la produzione diretta di materiale bellico e i contratti stipulati non prevedono mai il coinvolgimento nelle scelte di produzione dei clienti». In risposta alle accuse ucraine, il gruppo ha diramato una nota in cui definisce quelle notizie «false e non vere». Nel testo si legge che le attività di Danieli «ha messo in atto tutte le misure necessarie a conformare le proprie attività ai provvedimenti adottati dall’Italia e dall’Unione Europea», in seguito alla guerra. «Tali misure – si legge ancora – sono state applicate senza indugio a persone, entità e società oggetto delle sanzioni. La Società è impegnata sul fronte dell’emergenza umanitaria e sta fornendo un aiuto concreto alla popolazione coinvolta nella Guerra in Ucraina. I dipendenti impiegati nell’ufficio tecnico del Gruppo Danieli a Dnipro, chiuso attualmente, sono stati portati al sicuro, assieme alle rispettive famiglie, e la società ha organizzato trasporto e accoglienza per circa cento persone presso il Campus Danieli in Friuli Venezia Giulia».


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