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Americani catturati in Ucraina, Mosca apre uno spiraglio nella trattativa: i veterani rischiano la pena di morte

Dopo un primo no comment da parte del Cremlino, la trattativa per un possibile scambio di prigionieri con i due veterani americani sembra muovere i primi passi

Mosca ha confermato di avere ricevuto un messaggio da Washington riguardo alla sorte dei due veterani dell’esercito americano, catturati mentre combattevano con l’esercito ucraino durante uno scontro a Kharkiv contro le truppe russe e imprigionati con l’accusa di essere mercenari al servizio di Kiev. Un’accusa che può costare ai due la condanna alla pena di morte, come già accaduto per i foreign fighters britannici condannati nel Donbass. Lo ha detto il vice ministro degli Esteri Serghei Riabkov, aggiungendo che le autorità russe stanno «discutendo» sulla questione. In precedenza il portavoce del Dipartimento di Stato, Ned Price, aveva fatto sapere che tra gli Usa e la Russia erano in corso contatti in merito alla vicenda. Riabkov, citato dalla Tass, non ha reso noto il contenuto del messaggio. «Non commentiamo il contenuto delle richieste diplomatiche», ha sottolineato.


La vicenda

L’ex sergente Alexander John-Robert Drueke, 39 anni, originario di Tuscaloosa (Alabama), e l’ex marine Andy Tai Ngoc Huynh, 27 anni, di Harselle (Alabama), sono stati catturati e poi arrestati intorno al 9 giugno scorso dalle milizie filorusse a nord di Kharkiv. In un video rilasciato nei giorni scorsi dalla televisione di Stato russa si vede Drueke rivolgersi alla madre e alla famiglia per rassicurarli sulle sue condizioni: «Mamma, voglio solo farti sapere che sono vivo e che spero di tornare a casa al più presto». Nel video Drueke non rivelava in che luogo si trovasse.


Non esclusa la pena di morte

Sulla sorte dei due ex soldati americani è stato implacabile il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: «I loro crimini devono essere indagati e devono essere sottoposti a processo», ha detto, ponendo un grosso punto interrogativo sul futuro dei due mercenari che potrebbero anche essere giustiziati. A chi gli chiedeva se i due uomini rischiassero la pena di morte, come quella comminata a due presunti mercenari britannici e a un marocchino a Donetsk, Peskov ha risposto: «Sì, non escludiamo nulla, perché questa è una decisione che deve essere fatta da un tribunale. Non commentiamo mai e, soprattutto, non abbiamo il diritto di intervenire sulle decisioni della Corte».

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