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Donbass, filorussi condannano a morte i tre «mercenari» prigionieri nel Donetsk. Londra: «Processo farsa» – Il video

I britannici Aiden Aslin e Shaun Pinner e il marocchino Saaudun Brahim potranno chiedere la grazia

La corte suprema dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk ha condannato a morte Aiden Aslin, 28 anni, originario del Nottighamshire, Shaun Pinner, 48 anni, del Bedfordshire e Saaudun Brahim, cittadino marocchino. Tutti e tre combattevano per l’esercito ucraino e sono stati accusati di essere dei mercenari. Come dichiarato dal tribunale dei separatisti, i tre avranno il diritto di chiedere la grazia. A riportare la notizia sono i media russi, tra cui anche l’agenzia di stampa Interfax. «Il consiglio della Camera d’Appello della Corte Suprema del DPR ha considerato un procedimento penale contro i cittadini accusati di mercenarismo e di aver commesso azioni volte a prendere il potere e rovesciare l’ordine costituzionale di il DPR», ha detto la corte ai giornalisti dopo l’incontro. Il giornale russo spiega anche che «gli stranieri condannati avranno un mese per fare ricorso». Gli inglesi Sean Pinner e Aiden Aslin si arresero a Mariupol a metà aprile scorso. Il 12 marzo lo aveva fatto già il marocchino Brahim Saadoun a Volnovakha. La prima udienza del processo istituito dai filorussi separatisti era cominciata lo scorso 6 giugno. Il rischio della pena di morte era stato annunciato già in quell’occasione dal capo dei separatisti Denish Pushilin.


La reazione di Londra: «Processo farsa, sono prigionieri di guerra»

Il governo di Boris Johnson si è detto «profondamente preoccupato» per la condanna a morte inflitta dalla corte dell’autoproclamata repubblica filorussa. «Abbiamo ripetutamente che sono prigionieri di guerra, che non vanno strumentalizzati a scopi politici e che hanno diritto all’immunità in base alla Convenzione di Ginevra», ha commentato un portavoce di Downing Street. E ha aggiunto: «Londra continua a lavorare con le autorità ucraine per garantire un trattamento da prigionieri di guerra a ogni cittadino britannico arruolato nelle forze di Kiev». A commentare la condanna anche la titolare del Foreign Office, il dicastero del Regno Unito responsabile della promozione degli interessi del Paese all’estero. «Stiamo parlando di prigionieri di guerra, imputati in un processo farsa che non ha assolutamente alcuna legittimità», ha detto la ministra. «I miei pensieri sono per loro e le loro famiglie, continueremo a fare tutto ciò che possiamo fare per sostenerli».


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