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Siccità: ministeri e Regioni verso un accordo per dichiarare l’emergenza nazionale. Intanto il Mediterraneo supera i 23 gradi

23 Giugno 2022 - 14:51 Gaia Terzulli
The bed of the river Po in dry at Castel San Giovanni, near Piacenza, Italy, 22 June 2022. "Summer has not yet begun and we are in the absence of water resources, it is the perfect storm", said the District Authority of the River.   ANSA / Pierpaolo Ferreri
Sarà possibile proclamare lo «stato di eccezionale avversità atmosferica» per il settore agricolo e «qualora il danno provocato dalla siccità superi il 30% della produzione lorda vendibile». È il primo obiettivo raggiunto dal vertice di ieri al MiPAAF sulla crisi idrica
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«Si potrà proclamare lo “stato di eccezionale avversità atmosferica“» per il settore agricolo e «qualora il danno provocato dalla siccità superi il 30 per cento della produzione lorda vendibile». È il primo obiettivo raggiunto su proposta delle Regioni dopo la riunione di ieri al MiPAAF (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali) a cui hanno partecipato il ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, il sottosegretario Gian Marco Centinaio, il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e i capi gabinetto del MiPAAF e del MiTE, per fare il punto sull’emergenza siccità. Durante l’incontro l’ingegnere Curcio ha detto di essere in costante dialogo con i presidenti delle Regioni e che queste sono al lavoro per individuare i criteri tali da giustificare la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.

Mediterraneo bollente

Intanto i segnali di allarme continuano a moltiplicarsi. Campi desertificati, fiumi ridotti a rigagnoli grigi. Tra le riserve idriche, anche quelle di acqua salata soffrono i danni incalcolabili del cambiamento climatico. Nelle ultime ore sono emersi i primi risultati del progetto CAREHeat finanziato dall’Agenzia Spaziale Europea, a cui partecipano, per l’Italia, Enea e Cnr. Lo studio esamina le più recenti temperature del Mar Mediterraneo e cerchia in rosso la data del 10 maggio scorso, dies horribilis della sua storia recente. Quel giorno un’ondata di calore avrebbe innalzato la temperatura della superficie del mare di circa 4 gradi rispetto alla media del periodo 1985-2005, portandola a superare i 23 gradi. Il progetto dell’Agenzia Spaziale Europea mira a sviluppare nuove metodologie per prevedere e identificare le ondate di calore, comprenderne gli impatti su ambiente, biodiversità e attività economiche, quali pesca e acquacoltura.

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