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Consiglio europeo, la conferenza stampa di Draghi: «La dipendenza dal gas russo scesa al 25% ma difficoltà immense per la Ue» – Il video

«Si è deciso che il processo di allargamento, così esigente e burocratico, resterà esigente – ha continuato – ma sarà molto meno burocratico, l’Ue assumerà una dimensione meno arcigna»

«L’Ue sta diventando quell’istituzione a cui tutti i Paesi Ue guardano come una istituzione capace di dar loro stabilità e sicurezza». Lo ha detto il premier Mario Draghi in conferenza stampa a Bruxelles dopo il Consiglio europeo dove, ha ricordato, «si è parlato di energia, di cosa fare per i prezzi così alti». Per quanto riguarda l’Italia «per gli stoccaggi sta andando molto bene – ha precisato il premier – e la dipendenza dal gas russo, che era il 40% l’anno scorso, oggi sta al 25%». Secondo Draghi un chiaro segnale che «le misure che abbiamo messo in campo iniziano a dare risultati». «Si è deciso che il processo di allargamento, così esigente e burocratico, resterà esigente – ha continuato – ma sarà molto meno burocratico, l’Ue assumerà una dimensione meno arcigna». Il presidente del consiglio italiano ha parlato poi della crisi economica che sta colpendo l’area Euro: «Soprattutto a causa dei prezzi dell’energia e dell’inflazione, le previsioni sono di un rallentamento un po’ in tutti i Paesi. Noi siamo impegnati – ha detto – a proteggere e sostenere il potere d’acquisto degli italiani».


In arrivo uno studio sull’energia

Draghi ha poi detto di aver chiesto un Consiglio straordinario sull’energia a luglio: «Mi è stato fatto notare – ha aggiunto – che non abbiamo ancora uno studio sul quale discutere. Ecco, ora nella risoluzione finale il Consiglio invita la Commissione a produrre questo studio entro settembre, per poi discuterne nel Consiglio di ottobre». Per quanto riguarda l’iniziativa italiana del tetto temporaneo ai prezzi del gas, momentaneamente respinta dagli altri leader europei, Draghi ha spiegato che «l’obiezione che si fa al price cap è la paura che in risposta la Russia tagli le forniture, ma ormai in Germania stiamo al 50% del flussi. Putin incassa le stesse cifre e l’Ue ha difficoltà immense».


La situazione italiana

Risposta secca negativa a gli ha chiesto se reputasse necessario un cambio nella squadra dei ministri dopo la scissione nel M5S: «Mi sento con lo stesso mandato», ha detto Draghi, sottolineando che «convocherà al più presto le parti sociali» per discutere della crescita dell’inflazione.

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