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Superbonus, il Governo corregge il tiro: cessione dei crediti più facile per le banche

Lo prevede l’emendamento sulla cessione dei crediti da Superbonus depositato dal Governo e in discussione nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. La modifica amplia la platea dei beneficiari dei crediti, che il decreto Aiuti limitava ai soli «clienti professionali» degli istituti

Le banche e le società appartenenti a gruppi bancari potranno «cedere sempre il credito a soggetti non rientranti nella definizione di consumatori o utenti», che «abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la stessa banca cedente»: è quanto stabilito dall’emendamento sulla cessione dei crediti da Superbonus depositato dal Governo, e in discussione nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera che ora potranno presentare ulteriori subemendamenti, dopo che questa mattina era stata anticipata un’indagine sulla situazione negli istituti di credito, dopo numerose segnalazioni ed esposti.


Cosa prevede la riformulazione della legge

La nuova norma prevede che, a partire dalle comunicazioni della prima cessione o dello sconto in fattura inviate all’Agenzia delle entrate dal primo luglio 2022, le banche e le società appartenenti a gruppi bancari potranno cedere sempre il credito derivante da Superbonus al 110% e altri bonus edilizi a soggetti non rientranti nella definizione di consumatori o utenti retail, che abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la stessa banca cedente. La modifica, ancora in discussione alla Camera, mira ad assorbire la norma del decreto Aiuti secondo la quale le banche potevano cedere i crediti ai loro «clienti professionali», allargando in maniera molto ampia la platea dei beneficiari. «Non è una soluzione molto soddisfacente», contesta una fonte di centrodestra dopo aver letto il testo della riformulazione, composto da due soli commi. Nelle prossime ore si capirà se la proposta del ministero dell’Economia sarà la base per un accordo o se l’insoddisfazione dei partiti porterà allo scontro.


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