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La lista della spesa di Conte: un documento di 7 pagine per firmare la pace con Draghi

Un dossier su armi, reddito di cittadinanza, salario minimo e termovalorizzatore di Roma. Con una convinzione: se il M5s uscirà dalla maggioranza il governo finirà

L’appuntamento è per oggi alle 16,30. A Palazzo Chigi Mario Draghi e Giuseppe Conte si vedranno e l’incontro sarà decisivo per i destini del Movimento 5 Stelle e del governo. E il leader grillino non si presenterà a mani vuote: un documento di sette pagine con le richieste per continuare ad appoggiare l’esecutivo. Un dossier su armi, reddito di cittadinanza, termovalorizzatore di Roma e salario minimo. Con una convinzione ribadita dal premier: se il M5s uscirà dalla maggioranza il governo finirà. Ieri intanto è arrivato l’altolà del dem Dario Franceschini. Il quale ha spiegato pubblicamente a Conte che l’alleanza con il Pd finirebbe senza l’ok a Draghi. Tra i grillini il timore è che l’eventuale rottura possa portare a un’altra scissione. E nelle chat si cita un sondaggio che dice che il 76% degli elettori M5s vorrebbe restare al governo.


Le richieste del M5s a Draghi

Le richieste del M5s a Draghi sono contenute in un documento che oggi l’ex premier porterà con sé. Il Fatto Quotidiano fa sapere che in serata la lunghezza è stata limata. I contenuti no. La prima questione di principio sarà la promessa di un impegno speciale sulla povertà. Secondo il M5s il bonus 200 euro è una risposta insufficiente all’attuale situazione. Conte chiederà a Draghi un piano complessivo con l’introduzione del salario minimo e la difesa del reddito di cittadinanza. La seconda questione di principio sarà la pace. Qui il M5s chiede un cambio di passo sulla guerra tra Russia e Ucraina. Ovvero uscire dall’inerzia dell’invio di armi e abbracciare la via diplomatica. Per arrivare a una tregua e alla fine del conflitto.


Palazzo Chigi attende l’incontro per fare delle valutazioni e tirare eventualmente delle conclusioni. Nessuna previsione e nessuna indicazione sugli eventuali punti di caduta del presidente del Consiglio rispetto alle possibili richieste di Conte. Anche se la strada già tracciata ( e condivisa con i partiti) da qui a fine anno, a cominciare dall’applicazione del Pnrr. E dal via libera alle riforme indispensabili, rappresenta comunque la stella polare per le mosse del governo. Dunque, ascolto ma nessun deragliamento dalla linea impostata. Con la conferma netta di non aver mai chiesto al Garante di far fuori l’ex premier dalla guida dei 5 stelle.

Il consiglio nazionale delle 13

Non a caso però il Consiglio Nazionale del Movimento 5 Stelle si svolgerà prima dell’incontro di Conte con Draghi. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi del voto online sull’esecutivo. Invocato da più parti insieme all’uscita dal governo. E in qualche modo reso ancora più difficile dall’uscita di Franceschini. Le chat interne, visionate dall’Adnkronos, si infiammano per le parole del ministro. «Il Pd vuole mandarci al 2%, ma andasse a fan…», scrive un big del Movimento in una chat interna. Mentre nelle chat dei parlamentari c’è chi si spinge a dire che «il Pd ci sta minacciando, e questo davvero non possiamo tollerarlo».

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