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Crisi di governo, Conte lancia l’ultimatum: «Risposte vere o non avrete i nostri voti»

Il leader del M5s dopo il voto sul dl Aiuti: «Non chiediamo né posti, né nomine, ma di rispettare un programma definito all’inizio: transizione ecologica e urgenza della questione sociale, che adesso è esplosa»

Come annunciato dal leader Giuseppe Conte, il M5s non ha partecipato al voto di fiducia sul dl Aiuti. Nel pomeriggio l’ex premier ha ribadito le ragioni che hanno spinto i grillini a non partecipare al voto in Senato, facendo mancare la propria fiducia al governo guidato da Mario Draghi. «Il M5s ha dato sostegno a questo governo sin dall’inizio con una votazione – ha dichiarato Conte – con i pilastri della della transizione ecologica e della giustizia sociale. Ma se poi si crea una forzatura e un ricatto per cui norme contro la transizione ecologica entrano in un decreto legge che non c’entra nulla, voi capite che noi, per nessuna ragione al mondo daremo voti per nuove trivellazioni, per costruire centrali a carbone, per costruire inceneritori, non è nel nostro Dna».


E l’avvocato di Volturara Appula ha aggiunto: «Se qualcuno ha operato una forzatura si assuma la responsabilità della pagina scritta ieri: l’introduzione è stata la riunione del Cdm in cui i nostri ministri non hanno partecipato al voto». L’ex premier ha poi concluso: «Se noi prendiamo degli impegni con governo, Parlamento e cittadini e siamo coerenti, chi si può permettere di contestare questa linearità e questa coerenza? Non chiediamo posti, nomine, nulla, ma chiediamo di rispettare un programma definito all’inizio: transizione ecologica e urgenza della questione sociale, che adesso è esplosa. O ci sono risposte vere, strutturali e importanti, opporre nessuno può avere i nostri voti».


I toni sono quelli da ultimatum, tant’è che la presidente dei senatori del M5s Mariolina Castellone, dopo la salita al Quirinale del premier, a Rainews24, ha annunciato la possibilità di rinnovare la fiducia a Draghi «se nel programma politico fossero inclusi temi per noi prioritari», ossia quelli contenuti nella lettera dei 9 punti consegnata al premier nei giorni scorsi da Conte. Ma il presidente Draghi ha ribadito più volte e a chiare lettere: «Con gli ultimatum non si lavora».

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