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No! Il premio Nobel Carlo Rubbia non ha «smontato la bufala dei cambiamenti climatici» al Senato

Come spesso accade, le parole del fisico e senatore a vita sono state considerate senza contesto e travisate

Su Facebook circola il video di un intervento al senato del 2014 del premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia, dal 2013 senatore a vita. Il discorso dell’accademico viene ripreso come prova a sostegno del negazionismo del cambiamento climatico, anche se lo scienziato non lo sostiene.

Per chi ha fretta

  • Sì, Rubbia ha veramente pronunciato il discorso al senato.
  • No, il fisico non «smonta la bufala dei cambiamenti climatici», anche se alcuni passaggi, considerati senza contesto, potrebbero dare quest’impressione.

Analisi

Di seguito uno dei post che condivide il video. Nella descrizione si legge: «Carlo Rubbia, Nobel per la fisica, smonta la bufala dei cambiamenti climatici».

Nell’intervento completo, riportato interamente su Facebook e visionabile qui, il Fisico fa varie affermazioni facili da estrapolare e usare per sostenere la tesi del negazionismo del cambiamento climatico. Tuttavia, se contestualizzate all’interno del discorso e nell’anno in cui questo è stato pronunciato, risulta evidente che sono state travisate le parole del premio Nobel. Vediamo quali sono questi passaggi, e perché i negazionisti sbagliano.

Dal 2000 al 2014 la temperatura della terra è diminuita?

Un’affermazione fatta da Rubbia alla quale i negazionisti del cambiamento climatico possono appigliarsi è quella che arriva dopo 2′ e 43”, quando il premio Nobel afferma: «Dal 2000 al 2014 [escluso dal conteggio in quanto anno dell’intervento, ndr] la temperatura della Terra non è aumentata; è diminuita di 0,2 gradi. Noi non abbiamo osservato negli ultimi 15 anni nessun cambiamento climatico di dimensione». Questa dichiarazione si basa sui dati disponibili all’epoca che avevano suscitato interesse e clamore, anche nella stampa, tanto che al fenomeno è anche dedicata una voce di Wikipedia.

Sebbene l’esatta entità della fluttuazione termica vari tra le molte rilevazioni disponibili, la dichiarazione trova riscontro se si considera che la temperatura del pianeta è rimasta quasi sempre minore, di quella del caldissimo 1998. Almeno fino al 2014, quando si registrò l’anno più caldo di sempre da quando vengono effettuate le rilevazioni. Record – come si vede dal grafico della Nasa – battuto poi sia dal 2015 che dal 2016.

Nasa | Temperatura media annua dal 1880 al 2021

È chiaro, quindi, che la flessione del tasso di riscaldamento non dimostra che il clima non sta cambiando globalmente. Il periodo in esame è troppo breve per essere rilevante a livello climatologico, dato che la disciplina si basa su rilevazioni trentennali. Qualsiasi misurazione della temperatura per 30 anni consecutivi in cui venga incluso il periodo 1998-2014 mostrerà un riscaldamento della Terra. Questa distinzione è tanto importante che questo articolo della National Oceanic and Atmospheric Administration degli Usa (Noaa), che tratta della “pausa” del riscaldamento globale, è stato emendato più volte per evitare fraintendimenti.

Esiste responsabilità umana nell’aumento della temperatura?

Un altro passaggio del filmato che potrebbe essere usato per «smontare la bufala dei cambiamenti climatici» è la premessa fatta da Rubbia in apertura del suo discorso (dopo 18” di video): «Il clima della terra è sempre cambiato» afferma lo Scienziato, il quale poi spiega che Annibale non avrebbe mai potuto attraversare le Alpi con gli elefanti se la temperatura media di allora non fosse stata significativamente superiore a quella del 2014.

Il fenomeno è noto come “periodo caldo romano” e fa parte di una nutrita serie di fluttuazioni climatiche che hanno interessato il pianeta nel periodo dell’Olocene, che perdura tutt’oggi, dal suo inizio circa 12 mila anni fa. Infine, ricordiamo che il periodo in oggetto non fu affatto più caldo di oggi globalmente; le maggiori temperature riguardarono solo alcune regioni del Mondo.

Quindi, tali variazioni non negano in nessun modo che il riscaldamento globale in atto dal tardo 1800 sia opera umana. Al minuto 2′ 17” è lo stesso Rubbia a dirlo. «C’è stato un cambiamento di temperatura che in qualche modo è stata considerata la presenza dell’uomo. Non dimentichiamo che quando sono nato io [nel 1934, ndr] la popolazione della Terra era 3,7 volte più piccola di quella che è oggi. E Il consumo energetico primario è aumentato di 11 volte nella mia vita».

Per quanto autorevole, l’opinione di Rubbia necessita come di conferma, di peer review. Sebbene da tempo il consenso scientifico sull’antropogenesi del riscaldamento globale fosse ampissimo da tempo, nel 2021 è arrivata la sentenza ufficiale del report dell’Ipcc: il cambiamento climatico è «inequivocabilmente» causato dalle attività umane.

Ma quindi, Rubbia ha negato l’esistenza del cambiamento climatico?

Anche se alcune frasi decontestualizzate del fisico possono dare l’impressione che Rubbia neghi l’esistenza e/o l’antropogenesi del cambiamento climatico, ascoltando l’intero intervento è chiaro che in realtà il premio Nobel è d’accordo con il 99,9% della comunità scientifica: la crisi climatica esiste e la responsabilità è degli esseri umani. L’opinione di Rubbia è evidente in passaggi come quello a 4′ 10”: «Oggi il cambiamento climatico e del CO2 è un aumento esponenziale che non ha neanche dimostrato una tendenza a ridursi».

O ancora, la chiosa dell’intervento, a 7′ 57”: «Attraverso l’innovazione tecnologica e attraverso lo sviluppo di idee nuove è possibile portare avanti il programma. Il problema è quello di bloccare le CO2 emissions; si possono fare utilizzando il gas naturale senza emissioni di CO2. E noi abbiamo degli esperimenti che stiamo facendo, che dimostrano che la cosa si può fare. Perché non c’è nessuno che se ne occupa? Signor Ministro? Questo mi piacerebbe saperlo».

Conclusioni

Un intervento al senato del 2014 del premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia viene usato dai negazionisti del cambiamento climatico per sostenere la loro tesi. Tuttavia, è sufficiente contestualizzare i passaggi più ambigui per scoprire quella dei complottisti è un’opinione diametralmente opposta a quella di Rubbia.

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