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Voto di fiducia, l’attacco di Candiani a Draghi: «Spiace che abbia ascoltato i cattivi consigli del Pd. Senza governo rinnovato, parola agli italiani»

Il senatore del Carroccio ha sostituito all’ultimo Salvini. Il premier esce dall’Aula per qualche minuto durante l’intervento

«Dispiace che Draghi abbia posto la fiducia sulla risoluzione Casini, accogliendo i consigli del Pd. Questo ci mette nelle condizioni di non partecipare alla votazione». È quanto dichiarato dal senatore della Lega, Stefano Candiani, dopo la decisione del presidente del Consiglio di mettere al voto la fiducia sulla risoluzione presentata dal senatore Pierferdinando Casini, che approva semplicemente il discorso del presidente Draghi, senza porre condizioni. «Non possiamo continuare come se niente fosse», ha detto il leghista, confermando l’intenzione del suo partito di non partecipare al voto di fiducia. «Senza un governo rinnovato, lasciamo che siano gli italiani a decidere». In origine, la dichiarazione di voto doveva essere espressa dal leader della Lega, Matteo Salvini, ma dopo la dichiarazione del premier si è deciso di virare sul senatore. Durante l’intervento del senatore Candiani, Draghi è uscito dall’Aula, per poi rientrare dopo qualche minuto. Dopo il vertice del centrodestra di maggioranza a Villa Grande, la Lega aveva presentato una risoluzione a firma del senatore Roberto Calderoli, che recitava: «Il Senato accorda il sostegno all’azione di un governo profondamente rinnovato sia per le scelte politiche sia nella composizione». Nel pomeriggio, inoltre, secondo quanto reso noto da fonti del Carroccio, c’è stato un colloquio telefonico tra il segretario Salvini e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.


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