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Bimba morta in casa a Milano, chi è la 37enne accusata dell’omicidio della figlia: già altre volte l’aveva lasciata sola

La donna, interrogata dagli inquirenti, ora sarà sottoposta a perizia psichiatrica

Una casa nella periferia sud-est di Milano, la disoccupazione e la separazione, un compagno in provincia di Bergamo, una sorella in città e la mamma a Crotone che occasionalmente l’aiutavano con la bambina. Un profilo all’apparenza come tanti altri quello di Alessia Pifferi, la 37enne arrestata ieri 20 luglio con l’accusa di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, per aver lasciato morire di stenti la figlia di 16 mesi, abbandonata in casa per sei giorni solo con un biberon e una boccetta di benzodiazepine.


La ricostruzione degli ultimi anni

Dai verbali di Pifferi, interrogata nella notte dal pm, e dalle indagini degli inquirenti, iniziano a emergere ulteriori dettagli sulla vita della donna, che ha ammesso di aver consapevolmente lasciato sola in casa la figlia per andare dal compagno a Leffe. La donna ha ricostruito i suoi ultimi anni, raccontando di non essersi resa conto di essere incinta fino al raggiungimento del settimo mese e di non sapere chi fosse il padre biologico della bambina, nata il 29 gennaio del 2021. Pifferi ha poi raccontato di aver convissuto per un periodo con la madre, trasferitasi a Milano per aiutarla con la piccola. Nell’appartamento, ora sotto sequestro, la polizia ha trovato il frigorifero vuoto.


I dubbi sulla sanità mentale

La 37enne, che ora si trova a San Vittore in attesa della convalida del fermo da parte del gip e che non risulta che avesse problemi di droga, sarà sottoposta a una perizia psichiatrica. Non era la prima volta che Pifferi lasciava la bambina sola in casa. In almeno altre due occasioni, come ha ammesso lei stessa, la piccola era rimasta incustodita, sempre nel lettino e con un biberon. Le scorse volte si era trattato di un massimo di due giorni durante il weekend, stavolta di un’intera settimana, durante la quale la donna avrebbe anche fatto ritorno a Milano con il compagno (a cui aveva detto di aver lasciato la figlia con la sorella), senza preoccuparsi di controllare la piccola.

I vicini di casa

L’indagine punta ora a capire anche come mai i vicini, tra cui l’ex marito che, dalla separazione di tre anni fa, viveva nell’appartamento accanto, non abbiano sentito nulla nel corso di un’intera settimana. Il sospetto ricade proprio sui tranquillanti trovati nel lettino della piccola: nessuno l’avrebbe sentita piangere perché potrebbe essere stata addormentata dalla madre prima che se ne andasse. È stata proprio una vicina di casa a chiamare il 118 dopo la richiesta di aiuto di Pifferi che, tornata a casa, ha trovato il cadavere della figlia.

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