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La nemesi di Alex Jones: il più grande complottista d’America dovrà pagare 4 milioni di dollari per le bufale su Sandy Hook

Il fondatore di Infowars condannato a un risarcimento-monstre per diffamazione. E potrebbe non essere finita qui

Il conto è salato e ammonta a 4,1 milioni di dollari. Alex Jones, il cospirazionista fondatore del sito Infowars, dovrà pagarli come risarcimento alle famiglie delle vittime della strage nella scuola elementare di Sandy Hook. Che lui ha sempre definito come “una bufala” del governo. Anzi, quasi sempre. Visto che rinnegando sé stesso e tutto quello che aveva detto finora durante l’ultima udienza davanti alla giudice Maya Guerra Gamble ha detto che la strage «è vera al 100%». Dopo essersi arricchito per anni inventando teorie complottiste sulla tragedia. E dopo aver tentato di aderire all’istanza di protezione fallimentare americana proprio per evitare di pagare il conto. Anche perché le famiglie dei 20 bambini e delle altre persone massacrate da Adam Lanza nella scuola elementare nel 2012 avevano chiesto 150 milioni di dollari.


Un conto salato

Jones, 48 anni, ha affermato per anni nel suo programma che la sparatoria a Sandy Hook è stata una montatura organizzata da attivisti del controllo delle armi e che i genitori dei bambini erano attori. Storico esponente dell’Alt-Right, Jones ha definito una false flag anche l’11 settembre e la strage di Oklahoma City. Ha anche in molte occasioni negato lo sbarco sulla luna. Sostenendo che i governi e le imprese fossero impegnati nella creazione di un Nuovo Ordine Mondiale attraverso crisi economiche e pandemie pianificate. E, naturalmente, le nuove tecnologie. Che servirebbero a controllare le persone. Il suo programma radiofonico, l’Alex Jones Show, nel 2010 aveva una media di due milioni di spettatori a puntata. Ha sostenuto la teoria del complotto del Pizzagate ed ha sostenuto Donald Trump. Nell’agosto 2018 Facebook, Spotify e YouTube hanno chiuso tutte le sue risorse online per incitamento all’odio nei confronti delle minoranze. Quando nel 2017 l’ex moglie lo ha citato in giudizio per ottenere la custodia dei figli ha definito l’ex marito «una persona instabile». Lui nell’udienza ha dichiarato di non essere un uomo pericoloso, perché l’Alex Jones che pubblica fake news su Infowars non è nient’altro che un personaggio che lui interpreta. Il processo in Texas è durato due settimane. Due genitori di una vittima di Sandy Hook hanno testimoniato di aver ricevuto molestie e minacce di morte per anni a causa dei programmi di Jones.


Il processo del secolo

I giurati hanno avuto una maggioranza di 10 a 2 sui danni risarcitori. Che potrebbero essere aumentati in una nuova sede, come hanno fatto sapere alcuni esperti legali all’agenzia di stampa Reuters. Federico Reynald, uno degli avvocati di Jones, durante le udienze ha ammesso che il suo assistito si è comportato in modo irresponsabile su Sandy Hook. Ma ha anche sostenuto che non fosse responsabile delle molestie. I legali di Jones hanno anche inviato per errore una trascrizione di due anni di conversazioni private del loro assistito alla Corte e agli avvocati dell’altra parte. Che ora li potranno utilizzare come desiderano. La Free Speech Systems LLC di Jones ha dichiarato bancarotta la scorsa settimana. Lui ha accusato nelle sue trasmissioni i giudici di aver truccato il processo. Ma quando si è trovato di fronte a tutti ha abbassato la guardia, sostenendo che la strage fosse «vera al 100%». E prendendosi i rimbrotti di Gamble senza fiatare. Anche quello in cui la giudice gli ha ricordato che «sì, lei crede che tutto ciò che dice sia vero, ma non lo è. Le sue credenze non rendono qualcosa vero. Ecco perché siamo qui».

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