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Il caso del tunnel a Roma, arrestati e poi scarcerati due uomini: altri due denunciati. Avevano precedenti per furto

Al processo per direttissima i due arrestati sono stati scarcerati. La convinzione degli inquirenti che i quattro stessero preparando un colpo in una della banche vicine allo scavo

Sono stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale due dei quattro sospettati di far parte di una banda, che sarebbe stata sorpresa oggi a scavare un tunnel vicino a due banche in via Innocenzo XVI a Roma, prima che crollasse il solaio del cunicolo. Dopo l’udienza per direttissima, però, i due uomini sono stati scarcerati con processo fissato al prossimo 20 dicembre. I due inizialmente finiti in manette sarebbero arrivati da Napoli, mentre gli altri, romani, sono stati denunciati per danneggiamento e crollo colposo. Alcuni di loro, secondo quanto emerge dalla procura di Roma, avrebbero precedenti per furto. Dopo che era scattato l’allarme perché uno di loro era rimasto incastrato nel tunnel, secondo la ricostruzione della procura il resto del gruppo si è dato alla fuga, per poi essere ritrovato dai carabinieri e portato nella caserma Trastevere. Per diverse ore sono stati interrogati, nel tentativo di chiarire per quale motivo stessero scavano il cunicolo.


La deposizione in aula

“Stavamo passando in macchina per caso e abbiamo visto un ragazzo che chiedeva aiuto e quando abbiamo visto il tunnel abbiamo avuto paura e ce ne siamo andati via”, hanno spiegato in aula Antonio Pinto e Mario Mazza. “Mentre andavamo via – hanno aggiunto- ci ha accostato un’auto e ho visto le pistole ma non abbiamo capito che erano carabinieri perché era un’auto civetta”. La procura aveva sollecitato la custodia cautelare per entrambi, respinta dal giudice. Il fascicolo è affidato al pm Attilio Pisani e per il momento non ci sono ipotesi di tentata rapina. Resta da verificare l’ipotesi che il gruppo stesse cercando di arrivare ad una banca vicina.


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