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Hadi Matar, l’aggressore di Salman Rushdie, compare in tribunale: si dichiara non colpevole

L’aggressione allo scrittore è avvenuta ieri, 12 agosto. Le sue condizioni di salute non sono ancora chiare: al momento respira grazie a un ventilatore

Hadi Matar, l’uomo di 24 anni che ha accoltellato Salman Rushdie, è stato accusato di tentato omicidio di secondo grado e aggressione. Lo ha dichiarato il procuratore distrettuale della contea, Jason Schmidt. L’agenzia di stampa Associated Press ha riportato le prime dichiarazioni dell’uomo. Una volta arrivato in tribunale, Matar si è dichiarato non colpevole per l’assalto a Rushdie. L’aggressione è avvenuta ieri mattina, 12 agosto, poco prima che lo scrittore britannico di origine indiana intervenisse a un evento durante un festival letterario organizzato a Chautauqua, nello stato di New York. Secondo quanto ricostruito finora, Matar sarebbe riuscito a salire sul palco mentre il moderatore dell’evento stava presentando lo scrittore e con un’arma da taglio lo avrebbe colpito più volte, almeno una delle quali sia al collo che allo stomaco. Mentre alcune persone dello staff erano saliti sul palco, insieme a qualche partecipante all’evento, per soccorrere Rushdie, l’aggressore era stato bloccato e poi arrestato da due agenti incaricati della sicurezza dell’evento.


Le condizioni di Salman Rushdie

A seguito dell’aggressione, Salman Rushdie è attaccato a un ventilatore polmonare e non riesce a parlare. A renderlo noto era stato l’agente dello scrittore, Andrew Wylie. Lo scrittore era stato subito soccorso e trasferito in elicottero all’ospedale di Erie, in Pennsylvania. «Probabilmente perderà un occhio – aveva spiegato Wylie -. I nervi del suo braccio sono stati recisi e il suo fegato è stato pugnalato e danneggiato».


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