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«Ho aggredito Rushdie perché ha attaccato l’Islam. Non è una brava persona». La confessione di Hadi Matar in un’intervista dal carcere

Hadi Matar ha 24 anni ed è residente nel New Jersey. Alla sua prima apparizione in tribunale si era dichiarato «non colpevole»

L’intervista è stata pubblicata sul New York Post ed è rilasciata dal carcere. Hadi Matar ha chiarito le ragioni dell’aggressione che il 12 agosto ha ferito lo scritto Salman Rushdie mentre si trovava sul palco di un evento a Chautauqua, nello Stato di New York. Matar ha 24 anni ed è residente nello Stato del New Jersey. Secondo lui Rushdie ha attaccato l’Islam e per questo doveva essere punito: «Ha attaccato l’Islam, non è una brava persona. Non mi piace quell’uomo, ha attaccato le credenze degli islamici, il loro sistema di valori». Rushdie è l’autore dei Versi satanici, un libro per qui l’ayatollah Khomeini ha emesso nel 1989 una fatwa di condanna a morte. Nell’intervista al New York Post Matar ha chiarito di non avere legami con i pasdaran iraniani.


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