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Napoli di sostanza con Ndombélé: il mediano tutto muscoli che fece infuriare Mourinho

Alla scoperta del nuovo rinforzo azzurro, arrivato in Italia dopo l’esperienza sfortunata con il Tottenham

Un colosso per il centrocampo del Napoli arrivato alla fine di una lunga trattativa di calciomercato. Tanguy Ndombélé è un ormai un nuovo giocatore azzurro – ha svolto le visite mediche nelle giornata di giovedì 18 agosto – e in Serie A è pronto a riprendersi tutto il tempo ‘perduto’ nelle ultime stagioni, dove il suo rendimento si è rivelato al di sotto delle aspettative con le maglie di Tottenham (prima) e Lione (poi). Esperienze negative che il francese vuole lasciarsi alle spalle per tornare ad essere uno dei migliori centrocampisti sul panorama europeo, lo stesso che aveva convinto gli Spurs a spendere una cifra record per le casse del club londinese pur di assicurarsi le prestazioni del classe ’96. Ma chi è davvero Tanguy Ndombélé e qual è stato il suo percorso nel mondo del calcio prima di scegliere Napoli come piazza da cui ripartire? Ecco la risposta:


Chi è Ndombélé

ANSA | Tanguy Ndombélé con la maglia del Lione nella second parte della stagione 2021/22

Nato il il 28 dicembre 1996 a Longjumeau, in Francia, Ndombélé muove i primi passi nel mondo del calcio professionistico con l’Amiens che, dopo averlo notato nel settore giovanile del Guingamp, decide di ingaggiarlo per fargli fare esperienza tra i grandi in  Ligue 2. Nella seconda divisione transalpina il suo talento cattura le attenzioni del Lione che, nel 2017, decide di puntare su di lui e fargli fare quel salto di categoria che il giocatore aspettava impazientemente. Nella sua prima esperienza con la maglia dell’OL Ndombélé raggiunge l’apice della sua carriera, giocando due stagioni da top player che lo consacrano come uno dei migliori centrocampisti sul panorama europeo.


A Lione infatti Ndombélé non si mette in luce soltanto il Ligue 1, ma soprattutto in Europa League e in Champions (conquistate grazie ai due piazzamenti al terzo posto ottenuti con il club del presidente Aulas). Le sue prestazioni finiscono per attirare inevitabilmente l’attenzione di diversi top club, tra cui la Juventus dell’allora ds Paratici che nel 2019 prova a portarlo a Torino senza successo. La concorrenza per il classe ’96 infatti è altissima e, alla fine, ad aggiudicarsi il centrocampista è il Tottenham che lo ingaggia versando nelle casse del Lione 62 milioni più 10 di bonus. Una cifra che ha reso Ndombele l’acquisto più caro nella storia degli Spurs fino a quel momento.

Fallimento Premier League

ANSA | Tanguy Ndombélé con la maglia del Tottenham

L’esperienza in Inghilterra però si rivela un flop. Nell’avventura Tottenham, sotto la guida di José Mourinho, Ndombélé gioca con il contagocce. Una situazione paradossale che spinge il club del presidente Levy a sondare il mercato dopo appena una stagione (senza successo nonostante un tentativo da parte dell’Inter di prenderlo in prestito). Il centrocampista inizia così anche il campionato 2021/22 con la maglia degli Spurs ma, a gennaio, viene ceduto in prestito al Lione nella speranza di un ritorno agli antichi fasti. Anche in questo caso però le cose non vanno come a Londra avrebbero sperato e, a fine campionato, il giocatore ha fatto ritorno in Inghilterra bollato come esubero di lusso. Una situazione spinosa che ha consentito al Napoli di ingaggiarlo in prestito con diritto di riscatto.

I problemi con Mourinho

ANSA | José Mourinho, attuale tecnico della Roma

Tra i motivi del fallimento in Premier League c’è anche un rapporto mai sbocciato con José Mourinho. Il tecnico – specialmente nella prima stagione di Ndombélé al Tottenham – non ha mai lesinato critiche pubbliche al francese, accusato di essere in sovrappeso e di non rispettare le indicazioni dello staff tecnico. Una situazione che, subito dopo la fine del lockdown, aveva portato il giocatore a comunicare a al club la decisione di non voler più giocare un minuto sotta la guida del tecnico portoghese. La lite più furiosa tra i due infatti è andata in scena in un allenamento nella primavera del 2020, iniziata in campo e proseguita nell’ufficio del tecnico.

Nella stagione successiva però le cose migliorano improvvisamente, come dimostrano alcune dichiarazioni rilasciate dallo Special One prima di essere esonerato dal presidente Levy: «Ho allenato per così tanti anni e ho avuto così tanti giocatori che ho abbastanza esperienza per dire che quando un calciatore non sta giocando molto bene, è sua responsabilità. E quando un giocatore cambia le cose e porta le sue prestazioni ad un livello molto alto, è anche sua responsabilità. È un grande esempio e per lui la porta è sempre aperta». Complimenti che non sono comunque serviti a far breccia nelle convinzioni della dirigenza inglese che, dopo il tecnico, ha scaricato anche il centrocampista mettendolo ai margini della rosa. Adesso, dopo essersi lasciati il passato alle spalle, Mou e Ndombélé si ritroveranno in Serie A come avversari.

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