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Cappato: «La nostra lista è stata respinta ovunque per le firme digitali». E si appella a Draghi: «Basta un decreto per renderle valide»

Il politico e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni: «Non si è tenuto conto delle modificazioni legislative sopravvenute dall’adozione delle legge elettorale»

Per la prima volta nella storia in Italia le 36 mila firme necessarie per correre alle elezioni del 25 settembre sono state consegnate in formato digitale, in una chiavetta usb. A farlo è stata la lista Democrazia e referendum con Cappato, guidata da Marco Cappato, politico e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. Le firme digitali, tuttavia, sono state rigettate in tutte le Corti d’Appello dove erano state depositate. Lo ha annunciato Cappato stesso, che ha aggiunto anche di non essere disposto ad arrendersi: «Il diniego di oggi non ci farà desistere, nelle prossime 48 ore predisporremo i ricorsi urgenti affinché si adegui lo strumento digitale alle farraginose, quanto poco sicure o trasparenti, modalità di raccolta firme cartacee per la presentazione delle candidature per le elezioni politiche».


E Cappato prosegue: «Le motivazioni differiscono ma, in tutte le circoscrizioni, non si è tenuto conto delle modificazioni legislative sopravvenute dall’adozione delle legge elettorale e dall’introduzione della firma digitale certificata per sottoscrivere documenti ufficiali». Il capolista di Democrazia e Referendum ha osservato che vivendo in un momento in cui si dovrebbe facilitare «la partecipazione popolare alla vita politica del Paese, si sono interpretate restrittivamente norme datate senza tenere di conto del progressivo ampliamento dell’uso della sottoscrizione digitale nonché il precedente del milione di firme online raccolte l’estate scorsa a sostegno dei referendum eutanasia e cannabis ritenute valide dalla Cassazione». Il referendum successivamente è stato rigettato dalla Consulta.


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