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Terzo Polo, il candidato in Campania Pasquale Del Prete nel 2020 diceva: «Fiero di essere camorrista»

«È del tutto evidente che non si stava certo vantando di essere un malavitoso. Si trattava, al contrario, di una risposta provocatoria alle accuse dei suoi avversari politici», replica Azione

Non accenna a placarsi la bufera sui candidati del Terzo Polo appartenenti, in particolare, ad Azione, il partito di Carlo Calenda. Dopo le polemiche che negli ultimi giorni hanno travolto i candidati Stefania Modestino D’Angelo a Caserta e Guido Garau in Sardegna, Angelo di Lena e Massimo Cassano in Puglia, ieri 24 agosto è spuntato un video che mette in imbarazzo la coalizione centrista. Il protagonista è Pasquale Del Prete, vicesegretario provinciale del partito di Calenda a Napoli e oggi in corsa per un seggio alla Camera dei Deputati con la lista del Terzo Polo in Campania. Come ricostruisce Il Giornale, nel 2020, nel corso di un comizio per le elezioni comunali di Frattamaggiore, comune in provincia di Napoli, Del Prete urlava dal palco: «Sono fiero di essere camorrista», rivendicando con orgoglio la sua appartenenza a un’amministrazione comunale sciolta per infiltrazioni. Nel video, della durata di 46 secondi, si sente Del Prete dire: «Insieme a Enzo Del Prete ci hanno accusato di essere camorristi. Sono fiero di essere camorrista insieme ad Enzo Del Prete», ex sindaco di Frattamaggiore la cui amministrazione fu sciolta nel 2001 dal Prefetto di Napoli per infiltrazioni della camorra, prima della conferma con una doppia sentenza del Tar e del Consiglio di Stato. Di quell’amministrazione faceva parte anche l’esponente di Azione – ora candidato al terzo posto nella lista di Azione-Italia Viva dietro Ettore Rosato e Angelica Saggese – che non fu però indagato. Quale sia l’interpretazione del discorso fatto sul palco, che potrebbe avere avuto un intento ironico o provocatorio, la gaffe per il Terzo polo e Azione rimane.


La replica di Azione

L’ufficio stampa di Azione ha inviato a Open una rettifica che si può leggere in forma integrale in questo articolo. «È del tutto evidente – scrive Azione – che non si stava certo vantando di essere un malavitoso. Si trattava, al contrario, di una risposta provocatoria alle accuse dei suoi avversari politici i quali, anziché soffermarsi sui programmi, contestavano, dopo circa 20 anni, l’episodio dello scioglimento dell’amministrazione comunale avvenuta nel 2001, che aveva coinvolto Enzo Del Prete, all’epoca Sindaco, e di riflesso lui in quanto giovane assessore».


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