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Caro bollette, Salvini rilancia una tregua tra i partiti per discutere di energia. Calenda: «Vediamoci domani»

Giuseppe Conte polemizza: «Il M5s chiede da tempo un confronto sul caro-bollette, ma ci chiamavate folli»

I partiti stanno rispondendo alla richiesta di “time out” dalla campagna elettorale avanzata da Carlo Calenda. Il leader di Azione era tornato ieri, 27 agosto, a ribadire la necessità di «un confronto tra i partiti su come intervenire sulle bollette», a fronte della crisi energetica che rischia di far entrare l’economia italiana «rapidissimamente in recessione». Appello in parte raccolto dalla Lega, che però puntualizza: «Non c’è bisogno di fermare la campagna elettorale come dice Calenda, perché ha capito che ha già perso». Matteo Salvini, in conferenza stampa a Corigliano Rossano, prosegue aggiungendo: «La Lega chiede alla politica, uniamoci, oggi, domani dopodomani, di mattina, pomeriggio, notte. Esiste la tecnologia, le call, io propongo ai miei colleghi capi partito su tema luce e gas armistizio, pace, soluzione comune». «Meno male. Almeno uno c’è arrivato. Dopo quattro giorni di insulti ma c’è arrivato. Chiamatelo armistizio o time out. È la stessa cosa. Vediamoci domani e proviamo a trovare un accordo per evitare il disastro», ha ribattuto Carlo Calenda, secondo quanto riporta il Corriere della Sera.


Le reazioni dei partiti

Il segretario leghista ha inoltre sottolineato l’urgenza di un intervento: «Qualcuno dice che c’è tempo, ma è già tardi. Abbiamo quantificato in 30 miliardi di euro l’intervento urgente e necessario per bloccare adesso gli aumenti delle bollette di luce e gas senza incorrere in sanzioni europee, senza essere accusati di aiuti di Stato. Troviamoci e diamo mandato a Draghi di portare in Consiglio dei ministri la proposta». Salvini si è detto sicuro dell’appoggio degli «amici» Berlusconi e Meloni a questo proposito.


Conte: «Lo chiediamo da tempo»

Dalle fila del Movimento 5 Stelle, intanto, alcune fonti interpellate dall’ANSA precisano che il partito «chiede da tempo un confronto fra partiti sul caro-bollette». Evidenziano inoltre che il M5S già sei mesi fa poneva il problema dei costi di luce e gas, ma era definito «folle» perché parlava anche di scostamento. Concludono sottolineando che «mentre Calenda pensava solo alla campagna elettorale, Conte il 19 agosto su Facebook scriveva che la campagna non può nascondere queste urgenze e prospettava misure di immediato impatto su cui il M5s è pronto a confrontarsi con tutte le forze politiche».

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