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Calenda insiste sullo stop alla campagna elettorale: «Serve un time out tra i partiti per parlare di bollette e energia»

Il leader di Azione chiede a Meloni e Letta di «trovare un accordo per il bene dell’Italia»

«Troviamo un accordo per il bene dell’Italia»: è questo l’appello che il leader di Azione Carlo Calenda lancia sul suo profilo Twitter, tornando a chiedere uno stop alla campagna elettorale. «Abbiamo bisogno di un time out e un confronto tra i partiti su come intervenire sulle bollette. Il no gas di Letta e la proposta di Meloni non reggono», esordisce. Proprio i leader di Pd e FdI sono i principali destinatari del suo messaggio: chiede loro «di essere chiari su alcune cose di fondo: saremo responsabili sul bilancio, vogliamo il rigassificatore, andiamo da Draghi, chiediamo tutti quanti di fare un intervento molto ampio perché altrimenti l’economia italiana entrerà in recessione rapidissimamente». La proposta di interrompere la campagna l’aveva lanciata la prima volta il 25 agosto, attirando le critiche di altri leader di partito. A polemizzare con la sua idea erano stati Matteo Salvini, segretario della Lega, Giuseppe Conte, presidente del M5s, Angelo Bonelli dei Verdi e Maurizio Lupi di Noi Moderati.


Quello dei rigassificatori è tema su cui Calenda si era già pronunciato negli scorsi giorni, in diversi momenti. A margine di un incontro al Caffè della Versiliana a Marina di Pietrasanta, in provincia di Lucca, aveva per esempio dichiarato: «Il rigassificatore di Piombino è fondamentale per una ragione: perché Piombino ha una darsena, che è quella della costa, che funziona perfettamente per metterci entro marzo la nave di rigassificazione, ed è l’unica». La data di scadenza menzionata non è casuale: aveva proseguito spiegando che «per marzo i nostri stoccaggi saranno vicini ad essere esauriti. E se ha marzo hai un picco di freddo, devi avere quei 5 miliardi di metri cubi che derivano dalla nave di rigassificazione».


Il ruolo dei rigassificatori

I rigassificatori sono impianti che allo stato gassoso il gas naturale liquefatto, e dunque sono indispensabili per poter utilizzare il combustibile proveniente da paesi non collegati all’Italia da gasdotti. Permetterebbero di conseguenza di ridurre la dipendenza italiana dal gas importato dalla Russia. L’installazione di un rigassificatore a Piombino ci ha messo poco a diventare un punto centrale nel dibattito che precede le elezioni del 25 settembre. Azione e Italia Viva, in particolare, hanno sostenuto nel loro programma la necessità di costruire «due rigassificatori galleggianti che consentano l’importazione di gas naturale liquefatto in sostituzione di quello russo». Una proposta rispetto alla quale, tuttavia, l’asse Europa Verde-Sinistra Italiana ha manifestato la sua opposizione, evidenziandone l’impatto ambientale.

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