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La citazione attribuita a Monica Cirinnà «il concetto di famiglia è Fascista»

Secondo un post condiviso sui social, la senatrice Dem avrebbe detto: «Il concetto di famiglia è Fascista, rieducheremo i figli degli oscurantisti». La citazione è falsa

L’infuocata campagna elettorale che prepara il terreno al voto del prossimo 25 settembre si arricchisce ogni giorno di nuove notizie. Alcune vere, altre false, altre ancora distorte e male interpretate. Come quella che ha iniziato a circolare riguardo la senatrice dem Monica Cirinnà, accusata dai detrattori di aver pronunciato una frase a dir poco controversa.

Per chi ha fretta:

  • Una foto molto condivisa su Facebook attribuisce alla senatrice Dem una frase che sta alimentando le polemiche
  • La presunta dichiarazione della politica è la seguente: «Il concetto di famiglia è Fascista, rieducheremo i figli degli oscurantisti»
  • In realtà è un virgolettato inventato e che distorce alcune dichiarazioni rilasciate in passato dalla Cirinnà.

Analisi

«Cirinnà (PD): il concetto di famiglia è Fascista, rieducheremo i figli degli oscurantisti»: questa presunta citazione che vede protagonista la senatrice Dem circola su Facebook, raccogliendo inevitabilmente commenti indignati. «Qualcuno voterà sti …?!», domanda per esempio un utente che l’ha condivisa.

Una dichiarazione di cui non è possibile trovare testuale riscontro, a una prima ricerca sul web. Vediamo allora cosa c’è di vero in questo virgolettato.

«Un concetto fascista»

Dal messaggio che il lettore di questa frase percepisce, la Cirinnà sembra essere una convinta oppositrice della famiglia. In realtà, la genesi della dichiarazione ci aiuta a fare chiarezza su quello che realmente ha dichiarato, e perché. Presumibilmente la frase che la vede definire il concetto di famiglia «fascista» deriva da un episodio di qualche tempo fa, che non mancò di scatenare alcune polemiche. Dobbiamo tornare all’8 marzo 2019, quando nel corso delle manifestazioni per la Giornata internazionale della donna (e di contromanifestazioni al Congresso della Famiglia) la Cirinnà aveva impugnato uno striscione sul quale c’era scritto: «Dio, patria, Famiglia… che vita di m***a».

La frase aveva presto scatenato le critiche della destra: «Senza commento. Giudicate voi se sia più triste credere in Dio, nella Patria e nella famiglia o dover fare foto del genere», aveva twittato per esempio Giorgia Meloni.

Il polverone era stato tale che la senatrice era stata costretta a fare alcuni chiarimenti. Nell’aprile del 2019, a distanza di circa un mese dalla foto dello scandalo, le era stato chiesto in diretta tv se ritenesse il concetto di famiglia tradizionale «fascista». «Quel cartello riprendeva un motto fascista. Dio, patria e famiglia è un noto motto del ventennio. Quindi riportare il discorso sulla famiglia indietro, ritornando a quei concetti, secondo me è sbagliato. Peraltro condivido pienamente quello che dice il professor Fusaro: è lì che va protetta la famiglia dalle intromissioni esterne, per esempio quelle del capitalismo».

Il discorso sulla «rieducazione»

Veniamo alla seconda parte del virgolettato. Pochi giorni dopo la manifestazione dello scandalo, il quotidiano La Verità aveva pubblicato un articolo dal titolo: La Cirinnà minaccia: «Attento Bussetti, rieducheremo i figli degli oscurantisti». Nel testo, come riportano i colleghi di Butac, si leggeva:

«La presenza più grave al contesto degli odiatori è quella del Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti» inveisce Monica Cirinnà. «Attento Bussetti, se davvero vuoi proteggere le donne devi consentire l’educazione sessuale, l’educazione alla violenza di genere». Eccola, la preoccupazione più grande dell’amica degli Lgbt, il via libera all’educazione gender ai nostri figli. Perla finale: «La scuola pubblica ti deve aiutare se hai avuto la sfiga di nascere in una di quelle famiglie oscurantiste».

Il virgolettato usato nel titolo, dunque, appare quantomeno distorsivo. Eppure ha avuto molto successo, venendo riproposto in molti post sui social e in altri articoli. Uno di questi, pubblicato dal quotidiano Avvenire nel luglio 2019, rilancia sia la frase incriminata che quella riguardo il presunto «fascismo» rappresentato dalla famiglia tradizionale. A questo punto, la Cirinnà stessa si è sentita in dovere di intervenire con alcuni chiarimenti. Sulla stessa testata, in un articolo dal titolo «Cirinnà: mai detto la famiglia è fascista. Bene, bisogna cambiare anche i frasari», leggiamo una lettera scritta dalla senatrice dem (a cui poi ha risposto il direttore responsabile Marco Tarquinio):

Non ho mai detto che la famiglia tradizionale è «fascista»: ho detto semmai, e lo ribadisco perché è storia, che il fascismo strumentalizzò l’istituzione familiare tentando di farne la prima cellula del partito e del regime. Soprattutto, non ho mai parlato di «rieducazione» dei figli. La frase da me realmente pronunciata, con la fisiologica passione propria di un comizio, è la seguente: «La scuola pubblica ti deve salvare se hai avuto la sfiga di nascere in una di quelle famiglie; se hai avuto la sfiga di nascere con genitori oscurantisti, almeno la scuola pubblica ti deve aiutare». Un concetto inserito all’interno di un ragionamento sulla difesa della scuola pubblica, bene costituzionale protetto dagli artt. 33 e 34 della Costituzione, che le affidano il compito di formare cittadini sensibili e dotati di una solida coscienza civica, aperta all’inclusione e al rispetto delle differenze, anche fornendo a studentesse e studenti gli strumenti per rielaborare criticamente gli insegnamenti ricevuti in famiglia: nessuna rieducazione, dunque, ma solo la formazione di coscienze critiche, di donne e uomini liberi. La frase riportata è falsa e intende volutamente distorcere il mio pensiero a fini politici e ideologici. 

Conclusioni

La foto condivisa sui social riporta una citazione falsa in quanto mai pronunciata. Questa prende spunto da alcuni interventi dalla senatrice Monica Cirinnà interpretati e decontestualizzati fino a fare loro assumere un aspetto diverso dal contesto originale.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

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