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Campagna acquisti o campagna elettorale? La storia di Cassano, candidato tra Calenda ed Emiliano

È ricca di strappi e ricuciture la vivace carriera politica dell’ex sottoegretario al Lavoro, che si è da poco autosospeso dalla guida dell’Arpal Puglia. Non prima però di aver dato alla luce decine di contratti nei Centri per l’impiego, nel pieno della sua campagna elettorale per un posto alla Camera

Quando si è dovuto misurare con i voti di preferenza nella sua ormai lunga e variegata carriera politica, Massimo Cassano ha sempre fatto il pieno. Il suo record personale lo registra alle elezioni regionali 2010, quando sotto le insegne del Popolo delle Libertà ci furono 18.540 pugliesi che scrissero il suo nome sulla scheda. E non andò tanto male cinque anni prima, quando con Forza Italia portò a casa 10.850 voti personali. Non da poco anche la performance alle Europee 2014, quando con Ncd-Udc raccogliere 18.800 voti, che però non gli bastano per volare a Strasburgo. Un patrimonio di consenso frutto di un indiscutibile e costante lavoro sul territorio, fatto di migliaia di strette di mano e una buona rete di portatori d’acqua diffusi soprattutto nel Barese. Di certo non guasta anche l’aiuto in famiglia, visto che l’ex sottosegretario oggi discusso presidente dell’Arpal Puglia, l’agenzia per le politiche attive per il lavoro, e candidato alla Camera con Azione è anche sposato con Anna Degennaro, sorella degli eredi della potente famiglia di costruttori baresi che ha di fatto preso il posto nel panorama politico-imprenditoriale pugliese dei Matarrese nel terzo millennio.


E non pare guastare anche il ruolo in Arpal di Cassano, che instancabile ha continuato a firmare assunzioni alla luce del sole, con tanto di pubblicazione sui propri social e quelli dell’agenzia. Un’infornata di contratti a tempo indeterminato per potenziare i Centri per l’impiego andata avanti fino a fine agosto, con l’ex senatore che intanto ha deciso di autosospendersi dall’Arpal per dedicarsi anima e corpo alla campagna elettorale. Davanti a quelle assunzioni è scoppiato lo scandalo dalle fila del centrosinistra pugliese, ma come ricorda Repubblica, solo dopo che Cassano ha deciso di non candidarsi nella coalizione di Enrico Letta.


Il pellegrinaggio politico

Dottore commercialista con la passione per il calcio, dicono sia ancora fortissimo, e per la politica, muove i primi passi nella Dc barese, ma è con Silvio Berlusconi che spicca il volo. Nel 1998 entra in Forza Italia e ne diventa vicecoordinatore regionale, nel frattempo fa il consigliere provinciale, poi regionale con la valanga di voti che però non gli basta per diventare assessore, visto che a vincere in quegli anni c’era Nichi Vendola. Cassano è l’astro nascente del centrodestra, ma non trova spazi adeguati in Forza Italia, per quanto riesce a entrare per la prima volta in Parlamento da senatore. L’occasione arriverà nel 2013, quando con la fine del Pdl molla Berlusconi per abbracciare Angelino Alfano nel Nuovo centrodestra, di cui sarà il ras indiscusso in Puglia.

Arriva quindi il salto di carriera, con la nomina nel 2014 a sottosegretario al Lavoro con il governo Renzi. Ruolo che gli viene confermato anche da Paolo Gentiloni nel 2016, forte di un’esperienza ormai consolidata nelle politiche del lavoro. Dopo un anno però le sirene di Forza Italia tornano a farsi interessanti per Cassano, che ritorna da Berlusconi a luglio 2017, lasciando il governo Gentiloni. L’ormai ex sottosegretario non si fida troppo delle turbolenze interne al partito del Cav, così fonda un suo movimento Puglia popolare, che gli permette più spazio di manovra e soprattutto gli dà l’opportunità di dimostrare quanto vale davvero. Gli va male però la sfida alle Politiche 2018, quando viene sconfitto nel collegio uninominale Bari-Bitonto per la Camera dalla grillina Francesca Anna Ruggiero «che non so neanche chi sia», si lamentava Cassano che in quegli anni accarezzava anche l’idea di candidarsi a sindaco di Bari.

L’arrivo nel centrosinistra e le inchieste

A quel punto il progetto di Puglia popolare è maturo per camminare con le proprie gambe. Cassano cambia di nuovo e passa con Emiliano, Puglia popolare appoggia la maggioranza di centrosinistra e viene ricompensata con un assessorato all’Ambiente affidato a Giovanni Stea, indagato dal febbraio 2022 dalla procura di Bari che lo accusa per fatti del 2019 di aver promesso incarichi in cambio del ritiro di una denuncia. Di indagini ne ha affrontate anche Cassano, come quella che ha fatto più rumore a gennaio 2022 per concorso in bancarotta fraudolenta assieme alla moglie e il cugino, tra gli altri, per un buco nel bilancio della Work System, società che fino al 2011 ha gestito un deposito franco doganale nel porto di Bari. La vicenda scuote la giunta Emiliano, ma non fa cadere dalla poltrona il capo di Arpal, messo lì dal governatore pugliese con non poche contestazioni nel 2019 e confermato a fine 2020. Proprio dopo che la lista Popolari con Emiliano, assieme al Centro Democratico di Bruno Tabacci, porta in dote alla maggioranza di centrosinistra sette consiglieri.

La corsa con Calenda

Tra i tanti strappi e ricuciture nella carriera politica di Cassano, c’è anche una scissione interna al suo movimento, guidata dall’assessore ex sodale Stea. L’ex sottosegretario non si dà per vinto, fonda il gruppo Per la Puglia in Consiglio regionale e conferma l’appoggio a Emiliano, l’ultimo strappo di Cassano solo in ordine di tempo. I due sembravano inseparabili e lo sembrano tutt’ora, anche dopo la candidatura di Cassano alla Camera per il Terzo Polo di Carlo Calenda, in seconda posizione dopo Mara Carfagna, una posizione in bilico ma che non esclude del tutto il ritorno in Parlamento.

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