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Tornano in Italia 21 opere d’arte rubate, il sequestro al Met di New York su capolavori da 13 milioni di euro

Secondo la procura tra i pezzi italiani illegalmente acquistati dal museo, otto provenivano dalla galleria del mercante d’arte siciliano Gianfranco Becchina

Ventuno opere d’arte sono pronte a tornare in Italia: la procura di New York ha sequestrato al prestigioso museo Met i capolavori di età classica rubati alla patria d’origine disponendone la restituzione immediata. La confisca ha riguardato altre sei opere che verranno rimpatriate in Egitto. Secondo gli investigatori, tra i pezzi italiani illegalmente acquistati dal museo, otto erano entrati nelle collezioni tramite Gianfranco Becchina, un mercante d’arte siciliano con galleria in Svizzera, già al centro di diversi processi in Italia. Le opere che verranno restituite dal Met hanno un valore complessivo di 13 milioni di dollari: tra queste la testa colossale in marmo di Atena del 200 a.C. e una “kylix” (tipica coppa da vino greca) di terracotta attribuita al Pittore di Villa Giulia del 470 a.C.. Un acquisto quest’ultimo che il Met aveva fatto dalla galleria di Becchina a Basilea nel 1979. A far sapere dei sequestri, posti in atto dalla procura di New York nell’arco di mesi, è stato poche ore fa iI Consortium of Investigative Journalist.


Un commercio clandestino su cui si indaga da anni

La notizia sui nuovi sequestri conferma l’intensità delle indagini che gli inquirenti stanno conducendo da anni sul commercio clandestino di beni culturali. Già un mese fa, l’altro importante museo americano Getty di Los Angeles aveva annunciato il rimpatrio del gruppo di sculture “Orfeo e le Sirene” dopo che l’ufficio di Matthew Bogdanos, responsabile per l’ufficio del District Attorney del contrasto al traffico di antichità aveva scoperto che era stato scavato clandestinamente nell’area di Taranto. Anche nel sequestro del Met, così come in quello del Getty di Los Angeles, è stato coinvolto il gallerista britannico Robin Symes. Donatore nel 1988 al Getty della Venere di Morgantina per ben 18 milioni di dollari, poi restituita all’Italia nel 2007, ora risulta il donatore di una statuetta di terraccotta di una dea del 400 a. C., anche questa da riportare in Italia. Altri mercanti d’arte nel mirino degli investigatori sono Giacomo Medici e Pasquale Camera, fino a Becchina, principale protagonista del sequestro del Met. «Il museo avrebbe dovuto indagare sulla provenienza dei pezzi entrati nelle collezioni attraverso la galleria di Basilea una volta emersi i sospetti», ha detto al ‘Times’ un esperto in traffico di arte rubata. Ma il Met ribatte chiarendo che le informazioni sui pezzi incriminati sono state condivise dagli investigatori solo di recente.


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