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Colloquio von der Leyen-Zelensky, l’Ue rassicura Kiev: «Avanti con le sanzioni». E si riaccende il dibattito tra i leader a Cernobbio

Al centro della telefonata anche l’ingresso di Kiev nell’Unione europea e gli aiuti economici in arrivo da Bruxelles

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno avuto un colloquio oggi, 4 settembre. Nel corso della telefonata si è parlato degli aiuti economici dell’Ue a Kiev e dell’«ottavo pacchetto di sanzioni, compreso il divieto di rilasciare visti ai cittadini russi». A riferirlo è lo stesso Zelensky sui suoi canali social. Secondo quanto spiegato dal presidente ucraino, è stato affrontato anche il tema dell’iter di ingresso di Kiev nell’Unione europea, ed è stata presa in considerazione «la possibilità di una rapida valutazione da parte della Commissione Ue non appena l’Ucraina avrà soddisfatto le sue sette raccomandazioni». Von der Leyen e Zelensky hanno poi delineato «le misure per limitare i profitti della Russia dalla vendita di petrolio e gas».


Lo scontro sulle sanzioni nella politica italiana

Il tema delle sanzioni è finito anche al centro del dibattito politico italiano, in vista delle elezioni del 25 settembre. Matteo Salvini ha così replicato al Forum di Cernobbio a chi lo accusava di essere contrario alle sanzioni: «Andiamo avanti con le punizioni per l’aggredito ma proteggendo i nostri lavoratori. Vincere le elezioni ereditando un Paese in ginocchio non sarebbe una grande soddisfazione». Poi ha aggiunto: «Non mi arrendo a chi entra coi carri armati in un altro Paese, ma da futura forza di governo mi domando se quello che stiamo facendo serva a danneggiare chi vogliamo danneggiare». Parole che non sono piaciute a Enrico Letta. Il segretario del Pd ha commentato: «La nostra Europa è quella della foto di Kiev, dove Italia, Germania e Francia sono l’Europa. Noi non discutiamo con l’Europa, siamo l’Europa. Penso che se l’Italia ha un governo che sta nella serie A con Francia, Germania, Spagna, Bruxelles è meglio. Se andrà con la serie B Polonia, Ungheria credo che sarà peggio per il Paese». Anche Giorgia Meloni è intervenuta sul tema, parlando di conseguenze negative nel caso in cui l’Italia si sfilasse dalle sanzioni contro la Russia e dalla vendita di armi: «Per l’Ucraina non cambia niente, ma per noi sì», ha detto la presidente di Fratelli d’Italia, secondo cui è una questione di «credibilità», ma anche «economica».


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