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I vaccini “bivalenti” e il rischio di una falsa partenza, Costa: «Aspettare l’aggiornamento su Omicron 5? Fidiamoci di quello che c’è»

Ema e Aifa hanno dato l’ok ai vaccini aggiornati su Omicron BA.1, BA.4 e BA.5. Ma l’arrivo a fine mese di un prodotto tarato sulla variante 5 potrebbe scoraggiare molti dall’immunizzazione

Con l’autorizzazione di Ema e di Aifa ai vaccini “bivalenti” anti Covid, aggiornati sulle sottovarianti di Omicron, parte ufficialmente la campagna vaccinale d’autunno. Si corre a mettere in maggiore sicurezza innanzitutto gli over 60, operatori sanitari, ospiti delle Rsa, donne in gravidanza che non si sono ancora decisi a fare il passo per coprirsi con la quarta dose. Insieme a loro anche i soggetti con età superiore ai 12 anni d’età ancora in attesa di ricevere la prima dose di richiamo. Per un totale di 15 milioni di persone. Un nuovo inizio per le vaccinazioni che potrebbe però rivelarsi una falsa partenza: entro la fine di settembre è prevista l’autorizzazione per il vaccino prodotto per combattere in modo specifico la sottovariante 5 di Omicron, quella attualmente più dominante nel Paese.


La risposta anticorpale

È per questo che gli italiani ancora in attesa della terza e/o quarta dose potrebbero decidere di aspettare qualche altra settimana in attesa di ricevere il vaccino specifico per Omicron 5. Vaccino che l’ente regolatore americano, Fda, ha approvato autorizzandone da subito la somministrazione. Nel frattempo la circolare del ministero della Salute firmata dal professor Gianni Rezza rassicura sull’efficacia e sulla necessità della nuova vaccinazione aggiornata su Omicron BA.1, BA.4 e BA.5, confermata anche dalla Commissione tecnico scientifica dell’Aifa: «Tali vaccini hanno mostrato la capacità di indurre una risposta anticorpale maggiore di quella del vaccino monovalente originario sia nei confronti della variante Omicron BA.1 che delle varianti BA.4 e BA.5», spiega. «Sul piano della sicurezza i dati disponibili non mostrano differenze rispetto al vaccino monovalente originario».


Costa: «Falsa partenza? Vacciniamoci con quello che c’è e che non ci fa andare in ospedale»

L’obiettivo è quello di prevenire o quantomeno riuscire a gestire in termini di vaccini una possibile ondata autunnale. Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa si mostra piuttosto ottimista a riguardo: «Attualmente non c’è alcun elemento obiettivo che faccia pensare a scenari apocalittici. Chi insiste nel fare previsioni fosche non fa il bene dei cittadini», spiega a La Stampa. «Dobbiamo invece continuare ad avvicinarci all’obiettivo oramai prossimo della convivenza con il virus, dando meno importanza al numero dei contagi, concentrandoci invece su quello dei ricoveri, che sono in continua discesa». Riguardo ai vaccini e alla questione della falsa partenza a causa dell’arrivo imminente di quelli taranti su Omicron 5, Costa chiarisce: «I dati dimostrano che anche i vaccini non aggiornati conferiscono una protezione alta dalle forme gravi di malattia. Poi è normale che la scienza lavori per migliorare l’offerta di antidoti. Ma intanto è bene proteggersi con quello che c’è e che impedisce di farci finire in
ospedale».

«Via le mascherine sui mezzi pubblici a ottobre»

In quanto a eventuali chiusure e restrizioni il sottosegretario alla Salute continua sulla stessa linea ottimista: «Non credo ce ne saranno come in passato perché ogni decisione è figlia dei suoi tempi e oggi abbiamo varianti più contagiose ma assai meno capaci di generare forme gravi di malattia, dalle quali sono tra l’altro protetti il 90% degli italiani vaccinati». Uno dei punti più delicati però rimane la scuola e i milioni di studenti tornati in classe senza mascherina e impianti di aerazione. Sull’ultimo aspetto Costa ammette: «I dati certificano che la ventilazione meccanica riduce di molto la diffusione del virus e su questo si può fare di più. Il governo ha stanziato risorse ma poche regioni le hanno utilizzate per meccanizzare il riciclo dell’aria». E aggiunge: «Si può ancora però recuperare terreno perché parliamo di impianti di facile e rapida installazione». Sui mezzi di trasporto, dove fino al 30 settembre vige ancora l’obbligo di mascherina, il governo sembra sia ancora in fase di valutazione per un eventuale liberi tutti ad ottobre. «È in corso una riflessione ma io sono tra quelli che crede che la mascherina si possa togliere. Vedremo quale sarà la sintesi».

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