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La storia di Mihaela, insegnante senza cittadinanza: «Se non sono italiana, cosa sono?» – Il video

25 anni, in Italia da 15, laureata in Lettere e certificata come madrelingua. Ma…

Mihaela Marian è una ragazza di 25 anni di origine moldava. In un video pubblicato su TikTok ha raccontato la sua Odissea per prendere la cittadinanza italiana. Nonostante viva in Italia da 15 anni e sia insegnante di Lettere. «Io non posso votare, ma voi cosa voterete il 25 settembre?», esordisce Mihaela. «Vi chiedo questo mentre taglio le melanzane, cercando di ricreare una ricetta che faceva mia mamma. Se io potessi votare, considererei il fatto che sono a favore dell’aborto, a favore della famiglia non naturale, che sono a favore dell’immigrazione se regolarizzata come dovrebbe. Ma vorrei dirvi un’altra cosa. Avete presente quella cosa per cui se un figlio nasce in Italia da due genitori stranieri non è italiano, perché deve fare un test di cultura e tradizioni? Ora vi racconto la mia storia».


La storia è questa: «Sono arrivata in Italia, dalla Moldavia, a 10 anni. Ho studiato per 15 anni: elementari, medie, superiori, università, fino alla laurea in Lettere. Mi viene quindi certificato un livello di italiano C2, cioè madrelingua. In Moldavia non ho praticamente più nessuno: né amici, né parenti, solo pochi ricordi che vorrei dimenticare. Per chiedere la cittadinanza devo fare domanda, pagare 250 euro di bollo, versare altri 400 euro, chiedere all’ambasciata italiana di mandarmi la fedina penale (avevo 10 anni quando sono arrivata qui…) e farla tradurre da un interprete qualificato e riconosciuto a livello di legge. Quindi immaginate quanto tempo e quanti soldi, prima di inoltrare la domanda che verrà presa in considerazione dopo quattro anni. Non accettata, ma presa in considerazione».


E ancora: Inoltre, lo Stato italiano mi chiede di fare un esame di lingua B1 per dimostrare la mia capacità linguistica. Io ho un C2 e dovrò comunque fare un esame di B1. O almeno, questo è quanto sostiene la prefettura. Fatte queste premesse, se avrò la cittadinanza, avrò 30 anni inoltrati. E sapete che fino ad allora non potrò partecipare a concorsi pubblici? E che ho l’idoneità all’insegnamento, ma senza cittadinanza italiana potrò fare solo la supplente?». La conclusione è spiazzante: «E quindi mi chiedo, mentre sto qui a tagliare le melanzane e qualcuno sta in piazza a urlare qualche cavolata: se non sono italiana, anche se son cresciuta qui, ma non sono neanche moldava, perché non ricordo più quasi niente di quel posto, cosa sono io?».

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