Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

No! Il video del Ministero della Difesa russo non mostra l’attacco a un mezzo anfibio ucraino a Zaporizhzhia

Nel video si vedono due esplosioni causate da due missili, ma il presunto mezzo ucraino rimane in piedi. In realtà si tratta del pezzo di un ponte demolito intorno al 1950

Circola un video di propaganda, diffuso dal Ministero della Difesa russo e ripreso dal canale Russia Today (RT), dove degli elicotteri dell’esercito occupante avrebbero colpito un mezzo anfibio ucraino mentre tentava l’attraversamento del fiume Dnepr mentre era diretto a Zaporizhzhia. Nella clip è possibile osservare, da lontano, due esplosioni causate da due missili lanciati dagli elicotteri russi, ma quello che viene colpito non è affatto un mezzo ucraino.

Per chi ha fretta

  • Il Ministero della Difesa russo ha diffuso un video per sostenere che i propri elicotteri avrebbero fermato l’avanzata dell’esercito ucraino nel fiume Dnepr in direzione Zaporizhzhia.
  • Il video mostra il presunto attacco a un mezzo anfibio ucraino.
  • Attraverso la geolocalizzazione è stato possibile individuare il luogo delle riprese.
  • L’oggetto colpito non era un mezzo anfibio ucraino, ma una struttura architettonica presente da decenni in quella zona.

Analisi

Ecco uno dei post dove viene condiviso il video:

RT ha pubblicato questo video, in cui si può osservare l’attacco di due Ka52 russi ad una chiatta con cui i soldati ucraini stavano tentando la traversata del fiume Dnepr, in direzione della centrale di Zaphorizhe.

Ecco il momento in cui i russi sostengono di aver colpito l’obiettivo:

Video del Ministero della Difesa russo

A diffondere il video è stato il canale Telegram del Ministero della Difesa russo in un post del 14 settembre 2022:

Secondo quanto dichiarato dal Ministero russo, il filmato mostrerebbe la distruzione di un mezzo anfibio dell’esercito ucraino nell’area della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Verso la fine del post, le autorità russe affermano che gli elicotteri hanno proseguito la perlustrazione in difesa dell’area occupata, ma nel video non viene mostrata alcuna immagine che dimostri la distruzione di una presunta “chiatta” o “mezzo anfibio”, tutto si limita alle riprese a distanza dell’esplosione tramite la telecamera dell’elicottero.

Non era una “chiatta” o “mezzo anfibio”

Come rivelato dagli account Twitter GeoConfirmed e @ua_industrial, quella colpita non era una chiatta o un qualsiasi mezzo di trasporto ucraino. Una volta geolocalizzata l’area delle riprese, è stato possibile scovare l’oggetto colpito dagli elicotteri russi, ossia questo:

Ecco una delle immagini condivise da GeoConfirmed con l’individuazione delle aree riprese e le foto della struttura:

Tale struttura non è presente da poco, come possiamo notare dalle fotografie pubblicate sui siti ucraini (2015) e su Wikimapia.org. Si tratta di ciò che rimane di un ponte, tra Nikopol a Kamenka-Dneprovskaya, demolito a seguito del 1952.

L’evidente struttura immobile

Dal video ad alta risoluzione rilasciato dal Ministero della Difesa russo è possibile notare come il fantomatico anfibo non si sia nemmeno mosso a seguito dell’esplosione. L’unico a muoversi è l’elicottero durante la riprese.

La struttura viene colpita per ben due volte, così come per ben due volte rimane in piedi.

Grazie al video del Ministero russo è possibile osservare la struttura con maggiore dettagli, permettendo di confermare ulteriormente che l’oggetto colpito è la struttura presente nel fiume da decenni.

Conclusioni

Il video diffuso dal Ministero della Difesa russo non mostra, come da loro affermato, la distruzione di un mezzo ucraino che tenta la traversata del fiume Dnepr. In realtà, ad essere colpito è ciò che resta di un ponte costruito prima del 1952 nell’area da loro indicata.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

Continua a leggere su Open

Leggi anche: