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L’appello di Zelensky: «Putin vi manda a morire: meglio scappare che farsi processare davanti a un tribunale di guerra» – Il video

Il presidente ucraino, nel suo videomessaggio, si è rivolto ai russi: «I comandanti non si preoccupano della vostra vita. Meglio disertare che essere processati per aver partecipato a una guerra aggressiva»

«Vladimir Putin manda consapevolmente i suoi cittadini a morire». Sono le parole, pronunciate in russo, dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky che, in un videomessaggio pubblicato sul suo canale Telegram, durante il quale ha lanciato un appello ai russi a fuggire dalla mobilitazione militare lanciata dal presidente russo, e definita «criminale» dal leader ucraino. Zelensky ha dichiarato che «i comandanti russi non si preoccupano della vita» della popolazione. Dunque «è meglio non accettare una convocazione, che morire in una terra straniera come criminale di guerra». E il presidente ucraino ha ulteriormente incalzato: «È meglio scappare dalla mobilitazione criminale, che finire davanti a un tribunale a dare risposte per aver partecipato a una guerra aggressiva». Parole che arrivano nel mezzo delle proteste che ormai da giorni infiammano l’intera Russia, mentre molti cittadini cercano di abbandonare il Paese. Fughe e stati di agitazione che hanno portato a un’ulteriore stretta nei confronti dei possibili “disertori”.


Una situazione incandescente, tant’è che Putin ha approvato un pacchetto di nuove misure che prevedono, tra le altre cose, la reclusione in carcere dai cinque ai dieci anni in caso di defezione, ma anche nuove norme per facilitare l’acquisizione della cittadinanza russa per tutti i cittadini stranieri che vorranno arruolarsi nell’esercito russo, senza presentare un permesso di residenza. Nel frattempo, il presidente russo sembra voler alzare ulteriormente innalzare il livello dello scontro, anche mediante la sostituzione ai vertici delle forze armate russe del generale Dmitry Bulgakov, che è stato sostituito nel suo ruolo di viceministro della Difesa dal generale Mikhail Mizintsev, noto ai più come il “macellaio di Mariupol‘. Infine, secondo quanto riportato dall’agenzia Ria Novosti, Putin potrebbe parlare all’Assemblea federale il prossimo 30 settembre. In quell’occasione, il presidente russo potrebbe annunciare l’esito dei referendum in corso nelle repubbliche autoproclamate di Donetsk e Lugansk e gli Oblast di Cherson e Zaporizhzhia, e ritenuti una «farsa» dalla comunità internazionale.


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