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Il discorso di Putin: «Mobilitazione militare parziale, l’Occidente vuole distruggerci»

A poche ore dalla messa in onda del discorso, si è registrato il crollo della borsa di Mosca e un nuovo aumento del prezzo del gas

Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato una mobilitazione militare parziale in Russia nel suo discorso alla Nazione. «L’Occidente vuole distruggerci», ha detto lo Zar. «Sta tentando di trasformare il popolo ucraino in carne da cannone. Il nostro obiettivo è liberare il Donbass». Putin ha detto di aver ordinato al governo russo di concedere uno status giuridico ai volontari che combattono nelle regioni occupate. E che l’Operazione Speciale cominciata il 24 febbraio era «inevitabile», perché «tanta gente in Ucraina non vuole stare sotto un regime nazista». Il presidente ha annunciato «supporto» ai referendum per l’annessione del Donbass e di Cherson. E che è pronto a usare «tutti i mezzi necessari» per difendere il paese. Fa anche sapere di aver già firmato il decreto che proclama la “mobilitazione militare parziale”. Che comincia da oggi. E prevede il richiamo dei militari della riserva. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ci ha tenuto però a precisare che «nessuna decisione è stata presa in Russia in merito a un possibile cambiamento dello status dell’operazione militare speciale in Ucraina per trasformarla in guerra, né sull’imposizione della legge marziale».


La minaccia nucleare

Putin ha detto che la liberazione del Donbass è un proposito «irremovibile». Poi ha minacciato l’uso di armi nucleari: «Useremo certamente tutti i mezzi militari a nostra disposizione. Coloro che cercano di ricattarci con armi nucleari dovrebbero sapere che le abbiamo anche noi». E ha spiegato cos’è la mobilitazione militare parziale: «La leva militare riguarderà i cittadini che fanno già parte delle riserve e quelli che hanno svolto servizio militare nelle forze armate e hanno esperienza. I richiamati, prima di essere richiamati al fronte, svolgeranno ulteriore addestramento». Putin ha anche annunciato di aver disposto l’aumento dei volumi di produzione dell’industria militare. «Nella sua aggressiva politica anti-russa l’Occidente ha superato ogni limite», ha sostenuto Putin. Il presidente russo ha detto che userà «tutti i mezzi a nostra disposizione» e che coloro che stanno cercando di usare il ricatto nucleare contro la Russia scopriranno che le carte in tavola possono essere rivoltate contro di loro.


«Non sto bluffando», ha concluso. Il decreto che proclama la mobilitazione militare parziale è stato già pubblicato dal Cremlino. Prevede che siano i capi delle diverse regioni ad assicurare l’arruolamento nella quantità di uomini e nei tempi stabiliti dal ministero della Difesa. Che ha precisato che il decreto si applica a chiunque abbia avuto esperienze militari nell’esercito. Dovrebbero essere circa 300 mila i riservisti mobilitati. Il presidente russo ha sostenuto che «l’Ucraina è stata riempita di armi ancora di più» e che «unità militari addestrate secondo gli standard della Nato» sono «sotto il comando effettivo di consiglieri occidentali». E ha anche affermato che Kiev «ha lanciato» quelle che lui definisce «nuove bande di mercenari stranieri e nazionalisti».

Le conseguenze

A poche ore dalla messa in onda del discorso, le parole di Putin hanno già avuto agitato i mercati di tutto il mondo, con due principali conseguenze: il crollo della borsa di Mosca e un nuovo aumento del prezzo del gas. La «mobilitazione parziale» annunciata dal presidente russo ha fatto precipitare l’indice Moex, che ieri aveva perso l’8,8% e oggi è sprofondato fino a un -9,6% in avvio di contrattazione, salvo poi recuperare un po’ di terreno nel corso della mattinata. I toni di minaccia di Putin hanno fatto lievitare le quotazioni del gas sul mercato di Amsterdam, dove il prezzo dei future Ttf ha superato i 200 euro al megawattora, con un rialzo del 9,1%. Nel pomeriggio, poi, ha invertito nuovamente la rotta, tornando a quota 192 euro con una flessione dell’1,2%.

Al di là delle ripercussioni economico-finanziarie, il discorso di Putin sembra aver spaventato anche una parte degli stessi cittadini russi. In poche ore, le ricerche Google su come lasciare la Russia si sono impennate, mentre i biglietti per i voli diretti a Istanbul, Erevan e Tbilisi – le uniche destinazioni raggiungibili senza scalo – sono già quasi esauriti.

Le reazioni internazionali

Le parole di Putin su una possibile escalation nucleare hanno scatenato reazioni diverse da parte della comunità internazionale. Gli Stati Uniti, tramite il portavoce al Consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby, hanno detto che «prendono sul serio la minaccia nucleare» di Putin. Più scettico il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che in un’intervista alla Bild ha precisato: «Non credo che userà queste armi. Non credo che il mondo glielo consentirà». Più cauta la posizione del governo cinese, con il portavoce del ministro degli Esteri Wang Wenbin che ha sollecitato il dialogo tra le parti e invitato «a trovare un modo per affrontare le preoccupazioni sulla sicurezza».

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